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Non complicarti la vita! Le cose grandi sono semplici

© Lotus Carroll / Flickr / CC
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Dobbiamo essere come bambini, avere più fiducia: nella vita molte cose rimarranno occulte, nascoste, indecifrabili

Oggi ci avviciniamo di nuovo all’anima di Gesù. Gesù ci apre il suo cuore e ci chiede di assomigliare a Lui. Henri Nouwen dice: «Parlaci da quel luogo del cuore in cui sei maggiormente te stesso».

Gesù oggi si pone come esempio. Svela qualcosa del suo essere. Parla delle cose più intime, più profonde. Chi è Gesù nel più profondo? Qual è il suo nome? Egli è umile e mansueto. E vuole che siamo come Lui.

Padre José Kentenich commenta: «Alcune parole del Signore agiscono come spiragli che ci permettono di intravedere il fondo della sua anima. Tutte queste parole che ci aprono una porta per gettare uno sguardo sul più profondo dell’anima di Gesù si possono riassumere in un’espressione che comprende l’universo intero. Nella sua vita Gesù non ha fatto altro che dire ‘Sì, Padre’ (Lc 10,21). Perché Gesù predicava? Non perché ne avesse bisogno, ma perché il Padre voleva così. Tutta la mente e tutto il cuore di Gesù avevano come asse il Padre del cielo”[1].

Oggi Gesù ci parla da quel luogo del cuore in cui Egli è maggiormente Se stesso. È l’unica volta nel Vangelo in cui ci chiede di imparare qualcosa: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore”.

Non ci chiede di imparare a fare miracoli. Non sottolinea alcuni tratti della sua vita. Non chiede che siamo misericordiosi, veri, fedeli, autentici, onesti, giusti.

È vero che in certe occasioni esprime quegli ideali attraverso parabole, ma in questa occasione ci dice di imparare da Lui che è mite e umile. Dietro la sua umiltà e la sua mansuetudine c’è l’atteggiamento fiducioso nei confronti del Padre. L’atteggiamento di quel figlio che confida pienamente in suo Padre. Il suo atteggiamento è stato sempre questo.

Diceva Benedetto XVI che bisogna ricordare che l’attributo fondamentale di Gesù è quello che esprime la sua dignità, quella di “Figlio”, e che l’orientamento della sua vita, il motivo originario e l’obiettivo che l’hanno modellata si esprimono in una sola parola: Abbà, Padre amato.

Gesù ha sempre voluto rendere felice suo Padre. È stato il senso della sua vita essere un figlio docile nelle sue mani. È l’atteggiamento filiale che ci vuole donare oggi. È un messaggio semplice che Dio ha rivelato alla gente semplice.

E noi a volte siamo molto complicati. «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli».

Guarda i suoi, si commuove vedendo la fede dei più semplici, dei più piccoli. Si riempie di tenerezza nei confronti dei più poveri, di quelli che hanno quello sguardo puro per il quale, anche senza saper molto, lo riconoscono.

Il messaggio è nascosto per chi crede di sapere tutto, per chi non è aperto a ricominciare, per chi non si ritiene bisognoso e classifica gli altri senza dare loro un’opportunità.

Complichiamo troppo le cose. Non guardiamo la vita con fede semplice. Chiediamo continuamente a Dio di darci spiegazioni, di chiarirci perché le cose accadono in un certo modo.

Dio tace. Il silenzio di Dio ci sconcerta. Dobbiamo essere come bambini. Avere più fiducia. Non cercare di capire tutto con mente adulta. Non voler avere risposte per tutte le nostre domande. È assurdo. Nel cammino della vita molte cose rimarranno occulte, nascoste, indecifrabili.

Gesù ci chiede di essere come bambini. Di avere il coraggio di chiamare Dio Padre. Di dipendere dalla sua guida, dal suo affetto e dalla sua protezione. Come i bambini.

Georges Bernanos ha avuto un’intuizione potente: «Il bambino trae umilmente il principio stesso della sua allegria dal senso della propria impotenza. Confida nella madre. Presente, passato, futuro, tutta la sua vita, la vita intera, si racchiude in uno solo sguardo, e quello sguardo in un sorriso».

Il bambino sa di essere amato e per questo ha fiducia. Il suo sorriso è ampio, sincero, pieno di verità. Il suo sorriso sa che dietro le apparenze non si nasconde nulla di male. Non vede sotto l’acqua cose pericolose. Guarda con innocenza, perché ancora non l’ha persa. Confida e ama senza pretendere nulla, senza cercare nulla. Si abbandona tra le braccia del padre. Ama.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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