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Essere mansueti ha senso oggi?

MTSOfan / Flickr CC

padre Carlos Padilla - Aleteia - pubblicato il 10/07/14

Ira, rabbia, desiderio di vendetta... non ci calmiamo facilmente quando siamo stati feriti

Gesù ci invita ad essere mansueti. Gesù è mansueto perché perdona, perché ringrazia il Cireneo quando si avvicina, perché implora perdono al Padre per i suoi aguzzini, perché tace anziché difendersi. Perché calma la tempesta del cuore quando ci avviciniamo a Lui. Perché non giudica duramente, perché scrive i nostri peccati sulla sabbia, sapendo che poi verranno spazzati via dal vento.

Ci chiede il nostro fardello per alleviarci, il nostro dolore per scaricarci, la nostra angoscia per darci pace. Il suo amore è incondizionato.

Quanto è difficile essere mansueti come Gesù! Mansueti nell’accettare le critiche e non difenderci quando veniamo giudicati. Mansueti per affrontare in modo pacifico i contrattempi e le contrarietà, senza lamentele, senza insulti.

Mansueti per non contrattaccare quando veniamo attaccati. Mansueti per accettare con coraggio i fardelli che pesano sulle nostre spalle. Mansueti per non rispondere al male con il male, ma con bontà e silenzio quando veniamo offesi.

Mansueti per calmare la tempesta del cuore di coloro che cercano riposo in noi. Sì, quanto è difficile essere mansueti! Ira, rabbia, desiderio di vendetta… Non ci calmiamo facilmente quando siamo stati feriti.

La mansuetudine ha molto a che vedere con la pazienza. Vanno insieme. Una preghiera lo esprime così: «Concedimi la pazienza sufficiente per adattarmi agli imprevisti, per convivere con i miei limiti. Cristo, concedimi la pazienza per affrontare le avversità, per perseverare di fronte alle frustrazioni, per credere in ciò che è possibile. Cristo, concedimi la pazienza per apprezzare le cose semplici, per assumere le sfide quotidiane, per possedere un cuore di servizio e confidare nella tua Provvidenza».

Un cuore paziente e mansueto è quello che chiediamo a Dio. Un cuore docile che accetti con gioia ciò che proviene da Dio, il bene e il male, le croci e le gioie. Un cuore mansueto che non si ribelli quando non raggiunge la meta.

A volte i mansueti sembrano essere oggetto di derisione e critiche. La mansuetudine sembra renderci deboli, ma è tutto il contrario. Il cuore dell’uomo mansueto è forte, perché mansueto è colui che sopporta tutto senza lamentarsi. E la lamentela è l’aspetto più tipico di un cuore debole.

Mansueti come agnelli per accogliere la volontà di Dio, per non lasciarci trasportare dall’ira, per accettare i contrattempi con un cuore calmo. Mansueto è l’Agnello di Dio portato al macello. Mansueto, non debole, quando prende in mano il calice. Quando lo guardiamo spezzato nell’Eucaristia e pronunciamo l’Agnello di Dio, lodiamo la mansuetudine dell’Agnello che non si ribella e si dona.

Gesù ci mostra la via. E lo sappiamo, quanto bene ci fa vivere vicino a persone mansuete! Vicino a quelle che non colpiscono nulla quando si irritano e non si lasciano trasportare da attacchi incontrollabili d’ira.

È difficile vivere con persone dal carattere indomito, con quelli che rispondono con ira e rabbia alla più piccola contrarietà nella vita.

È vero che è molto difficile mantenere la calma del cuore quando ci troviamo di fronte a delle ingiustizie. È molto dura, ma è l’ideale a cui aspiriamo.

Un cuore che sia una roccia salda sulla quale altri possano riposare. Un cuore che non si alteri in modo ingiustificato e sproporzionato. Un cuore che tratti il successo e il fallimento per quello che sono, due impostori. Un cuore che sappia accogliere la vita senza perdere la pace interiore, quando le cose non vanno come speravamo.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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