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Spazzatura mondiale

© TERRE D'AMERICA
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I tifosi della Coppa del Mondo sporcano le città più dei pellegrini della GMG lamenta – dati alla mano – un giornale di Rio de Janeiro

I tifosi accorsi in Brasile per il mondiale 2014 oramai giunto nella fase finale lasciano nelle strade più spazzatura di quanta ne avessero disseminata i pellegrini convocati dalla Giornata mondiale della gioventù del 2013. Se ne lamenta il Jornal do Brasil, il principale quotidiano di Rio de Janeiro, che registra il severo impatto che le città della Coppa del Mondo devono subire da tre settimane a questa parte per lo stress ambientale cui vengono sottoposte da milioni di scatenati supporter.

Solo a Rio de Janeiro, dall’inizio della Coppa, il 12 giugno, fino al 30 dello stesso mese, sono state raccolti un totale di quasi 365 mila tonnellate di rifiuti, segnala Walmyr Júnior, membro della Pastorale della gioventù dell’Arcidiocesi di Rio ed estensore dell’articolo pubblicato dal giornale carioca. “Solo nelle immediate vicinanze della Fifa Fan Fest”, l’estensione del Mondiale nelle aree aperte di Copacabana, il servizio municipale per la nettezza urbana ha raccolto – e registrato nelle sue discariche – 343 tonnellate di rifiuti su un totale di 365.

La dignità del popolo brasiliano viene messa a dura prova, sacrificata sull’altare dei doveri di accoglienza, protesta Walmyr Júnior – era nella delegazione selezionata per accogliere Papa Francisco nel Teatro comunale di Rio – dalle colonne del quotidiano. “Sono turisti che non pagano tasse, occupano i nostri parcheggi, urinano e fanno i propri bisogni nelle strade e sulle spiagge, trattano le nostre donne come mercanzia e non ci pensano due volte ad offenderci quando sono in banda”.

L’articolo ricorda che c’erano tre milioni di giovani pellegrini nelle strade di Rio lo scorso luglio per la giornata mondiale della gioventù. Allora la “Comlurb”, così si chiama la nettezza urbana cittadina, ha tolto dalle strade e dai parchi 292 tonnellate di rifiuti in meno di quelli raccolti nell’ultimo carnevale sulla spiaggia di Copacabana. I milioni di pellegrini non crearono i problemi di oggi – stigmatizza il giornale – vissero nelle case, negli alberghi, nelle tendopoli e negli altri luoghi predisposti per loro curando l’igiene e con grande attenzione a limitare il lasciti indesiderati del loro passaggio.
I pellegrini battono i tifosi 1 a 0.

Qui l’originale

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