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La poesia di Dio per uomini e donne

CC Guillaume Paumier

Antonio Socci - Lo Straniero - il blog di Antonio Socci - pubblicato il 08/07/14

Cosa resterà della bellezza progettata dal Signore davanti alla dittatura del "Gender"?

La cancellazione di “madre” e “padre” con “Genitore 1” e “Genitore 2”, avvenuta in diverse scuole, appare come un piccolo caso provinciale a confronto dell’operazione che, su vasta scala, ha lanciato Facebook per annacquare “maschi” e “femmine” nell’indistinto mare dell’ideologia Gender.

Per la quale essere uomo o donna è un’opinione fra tante altre, non un dato di natura. Questo impone il nuovo dogma dell’epoca obamiana.

Perciò sul famoso social network ora si potrà “definire la propria identità di genere in ben 58 modi diversi”, come annuncia esultante “Repubblica”: negli spazi dove fino a ieri stavano scritti solo “maschio” e “femmina” adesso si potrà fare anche una scelta “personalizzata”.

Infatti “sotto la stretta supervisione dell’Arcigay” si offrono decine di possibilità: intersessuale, agender, bigender, fluido, neutro, trans e pure femminiello. C’è perfino la distinzione tra “femmina trans” e “trans femmina”.

VIVA LA REALTA’

Per la verità, a noi, affezionati alla razionalità, alla natura e alla realtà, pare che – in barba a Obama – continuino a nascere solo uomini e donne. Insieme al buon senso e alle ostetriche, lo dicono la scienza, la fisiologia e la biologia.
Non a caso la regola dice che nel Dna sta scritto che si è maschi oppure femmine. E anche se uno si sottopone a un’operazione chirurgica privandosi dei suoi organi genitali il Dna continua a dare il responso originario.
Il Dna dunque parla come la Sacra Scrittura, perché la natura è il linguaggio di Dio: si nasce maschi o femmine. Non è un’opzione culturale, che uno può decidere arbitrariamente, ma un dato di natura.

Il linguaggio simbolico della Bibbia poi rivela anche qualcosa di più profondo: ci spiega infatti che Dio fece la donna dalla costola di Adamo dormiente. Cosa vorrà dire quest’immagine simbolica?

Sono fiorite in proposito molte risposte scherzose. Secondo certi buontemponi Dio creò Adamo prima di Eva perché non voleva essere assillato dai consigli mentre faceva l’uomo.
Le donne da parte loro hanno ribattuto che Dio prima fece una brutta copia, per prova, poi – considerati gli errori fatti – fece la “bella copia”.

C’è pure una barzelletta secondo cui Adamo sarebbe andato da Dio per chiedergli: “Signore, perché hai fatto la donna così bella?”. E Dio: “affinché tu la amassi”. Replica dell’uomo: “E perché l’hai fatta così stupida?”. Risposta dell’Onnipotente: “affinché lei ami te”.

Tuttavia, scherzi a parte, dovrebbe far riflettere noi maschi il fatto che – nella simbologia biblica – Adamo fu tratto dalla terra, dal fango, mentre Eva fu tratta dalla parte dell’uomo più vicina al cuore.
C’è qualcosa di più nobile ed elevato nelle donne che ha a che fare con una più grande capacità di amare. E c’è una bellezza speciale.

Olivier Clément, teologo francese e grande convertito, diceva che la donna nasce non nel sonno, ma nell’estasi dell’uomo. Lo conferma il memorabile grido di entusiasmo e felicità di Adamo la prima volta che vide Eva (è riportato nella Bibbia, Gen. 2, 23).

Nella Bibbia c’è anche quella formidabile differenza di reazione quando i due vengono scoperti, dopo l’atto di disobbedienza.

Adamo – antesignano di generazioni e generazioni di maschietti – a Dio, che gli chiedeva cosa aveva combinato, rispose dando la colpa alla donna e a Dio stesso: “La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato”.

Perché errare è umano, ma dare la colpa agli altri ancora di più. Eva invece rispose dicendo la verità e riconoscendo l’origine del male: “Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato”.

Da migliaia di anni la storia dell’umanità è racchiusa in questo rapporto fra maschi e femmine, rapporto fatto di somiglianza e diversità, di complementarità, curiosità, passione, carnalità, fascino, amore, scontri e incontri.

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