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IOR: bilancio 2013 e maggiore trasparenza

© Gabriel BOUYS / AFP
El torreón de Nicolás V, sede del IOR
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Finita la fase "1" della riorganizzazione delle finanze vaticane

Con un lungo articolo circostanziato, Vatican Insider apre una finestra sui conti della Chiesa universale ai tempi di Papa Francesco. Leggiamo così che la “Santa Sede in deficit di oltre 24 milioni di euro, Stato della Città del Vaticano in attivo di oltre 33 milioni di euro. E’ il quadro dei due distinti bilanci del Vaticano nel 2013, approvati sabato scorso dal Consiglio per l’Economia, dicastero vaticano rifondato “ex novo” da Papa Francesco e guidato dal cardinale tedesco Reinhard Marx, uno dei membri del consiglio dei nove cardinali che coadiuvano il Papa nella riforma della Curia romana, il cosiddetto “C9”.

La sala stampa della Santa Sede ha diffuso nel primo pomeriggio di oggi i dati dei consuntivi, dopo che, a sua volta, lo IOR (Istituto per le Opere di Religione) aveva pubblicato in mattinata i dati relativi al saldo del 2013 (crollo dell’utile nel corso dell’anno seguito da una ripresa nel primo semestre del 2014) e prima che, domani, il cardinale George Pell, membro anch’egli del “C9” e prefetto della Segreteria per l’Economia, super-dicastero economico vaticano, presenterà in conferenza stampa il “nuovo quadro economico della Santa Sede”, ossia l’organigramma delle strutture economiche e amministrative del Vaticano esito della riforma voluta da Papa Francesco. Il Consiglio per l’Economia raccomanda, per il futuro, di proseguire nell’“ulteriore adeguamento dei principi contabili vaticani con gli standard internazionali” (Vatican Insider, 8 luglio).

Come anticipato, stamane lo IOR ha comunicato la propria situazione finanziaria, sottolineando che per rafforzare la trasparenza, ha chiuso i rapporti con circa 3 mila clienti. Nel 2013 lo Ior ha destinato 54 milioni al budget della Santa Sede.

“Con la conclusione della Fase I del processo di riforma, siamo ora in grado di avviare” lo IOR “verso la seconda fase di riforme sotto una nuova direzione”, così il cardinale George Pell, nella nota che ha accompagnato i risultati di bilancio 2013. Il porporato ha anche ringraziato il presidente del Consiglio di sovrintendenza Ernst von Freyberg, sottolineando che “dopo il duro lavoro effettuato dal management in carica” si è ora in grado di “condurre lo Ior verso un secondo ciclo di riforme”. La Segreteria per l’Economia, si legge, terrà una conferenza stampa domani 9 luglio per presentare il nuovo Consiglio dello Ior e fornire aggiornamenti sugli elementi chiave della riforma (L'Osservatore Romano, 8 luglio).

Per quanto riguarda i dati essenziali del bilancio: nel 2013, lo IOR ha conseguito un utile netto di 2.9 milioni di euro a fronte di 86.6 milioni nel 2012. Un dato, sottolinea il comunicato ufficiale, “significativamente influenzato da oneri di natura straordinaria, da rilevanti rettifiche sul valore dei fondi di investimento gestiti da terzi” e “dalla forte diminuzione del valore dell’oro”. A seguito del processo di verifica, inoltre, lo IOR ha chiuso i rapporti con circa 3 mila clienti. Dunque, l’Istituto ammette ad operare ora solo istituzioni cattoliche, ecclesiastici, dipendenti ed ex dipendenti del Vaticano, nonché ambasciate e diplomatici accreditati presso la Santa Sede. Al 31 dicembre 2013, informa la nota, lo Ior serviva 17.419 clienti” (Radio Vaticana, 8 luglio).

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