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Pedofilia: “Chi compie questi atti non può fare il prete, non può definirsi umano ma disumano”

© Emin Ozkan/SHUTTERSTOCK

Don Fortunato Di Noto - Associazione Meter - pubblicato il 07/07/14

La lettera di Don Fortunato di Noto dopo la messa di Papa Francesco assieme alle vittime di abusi

Il lupo non entri nel gregge” e aggiungerei la pecora non si trasformi in lupo. Per il bene dei piccoli nelle nostre comunità cristiane e cattoliche, ma per tutto il bene dei piccoli cittadini di questo mondo, in qualsiasi nazione e in qualsiasi professione di fede.

Momenti memorabili che confermano che è iniziata una rivoluzione, forse la più efficace e forte in tutta la storia della Chiesa. Questa volta non è per le ricchezze mal gestite – non è per sorella povertà – non è una riforma liturgica (ancora tutta da vivere), forse neanche la famiglia (lo scopriremo nei prossimi appuntamenti). La pedofilia nella Chiesa è stata e sarà il più intimo e devastante scandalo. Qui non stiamo parlando di potere clericale o economico. La pedofilia in tutte le sue forme è l’annientamento della speranza consegnata da Gesù Cristo a Sua Madre Maria “Madre ecco tuo figlio. Figlio ecco tua Madre”. E’ una rivoluzione non fatta solo da decreti e processi, condanne e riduzioni allo stato laicale.

Chi compie questi atti non può fare il prete, non può definirsi umano ma disumano. E la Madre deve schiacciare il disumano, e il Figlio deve stendere sempre le braccia e i piedi sul legno della croce. Si da Bambino. Impressiona come il Bambino, fin da bambino, nei secoli è stato anche raffigurato steso sul letto della Croce. Il Bambino Crocifisso. Indica così – chi ha avuto la mistica intuizione – che la persona umana deve essere amata fin dal grembo. Da bambino fino alla fine della vita.

Dobbiamo passare dalla commozione, dalla emozione, dalla consapevolezza del perdono all’azione della prevenzione, della informazione, dell’educazione. Nel ribadire che chi è pedofilo deve essere scomunicato, non può accedere ai sacramenti, non può ricevere l’eucarestia, non può confessarsi: non possono ricevere il perdono se non dopo un lungo cammino di penitenza e di riconciliazione. Gli stupratores puerorum (gli stupratori dei bambini) la Chiesa ha avuto sempre una chiara posizione (l’elenco è lungo), offuscata poi – nei secoli, fino ai nostri giorni a causa anche – così Papa Francesco oggi alla Messa con sei vittime di abusi: “… per i peccati di omissione da parte dei capi della Chiesa che non hanno risposto in maniera adeguata alle denunce di abuso presentate da familiari e da coloro che sono stati vittime di abuso”. Questo, ha ammesso, “ha recato una sofferenza ulteriore a quanti erano stati abusati e ha messo in pericolo altri minori che si trovavano in situazione di rischio”.

Grande e enorme responsabilità a cui facciamo sempre appello per amore alle vittime.
Il triste e devastante fenomeno, non sembra diminuire. E’ un “feroce mercato, un orrore senza fine. Ma si può agire, gli strumenti ci sono, le sensibilità e le intelligenze – sensibilizzate e formate – sempre di più scendono in campo. Noi ci siamo da più di 20 anni.

Don Fortunato di Noto è l’animatore dell’Associazione Meter per la lotta alla pedopornografia in rete

Tags:
chiesa cattolicalotta alla pedofilia
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