Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
sabato 16 Gennaio |
San José Vaz
home iconStile di vita
line break icon

Pericoli del successo e aspetti positivi del fallimento

Jeffrey Bruno

padre Carlos Padilla - Aleteia - pubblicato il 04/07/14

Possiamo essere una roccia solo quando abbiamo sperimentato la crepa, la ferita, l'inciampo, la caduta

A volte ci sentiamo forti, capaci di tutto. Crediamo che tutto inizi con noi. Vogliamo controllare la vita perché se non siamo presenti le cose non vanno bene. Abbiamo conosciuto il successo, baciato la fama, accarezzato la gloria.

In quei momenti il potere ci dà alla testa e lo sguardo si annebbia. La vanità e l’orgoglio si impadroniscono di noi. È la tentazione più costante dell’uomo. Crederci capaci di tutto. Sentirci potenti.

Diventiamo esseri individualisti alla ricerca di trionfi. Ci costa delegare, avere fiducia negli altri. Ci rinchiudiamo nelle nostre forze. Diventiamo rocciosi, duri, impenetrabili.

Ci allontaniamo dagli altri che sentono il nostro potere e si distanziano. La vanità ci fa disprezzare i deboli e ignorare chi non conta. Quanto è facile cadere in questa tentazione! Rifiutiamo i deboli, disprezziamo gli umili.

Non ci facciamo mai aiutare. Ci costa accettare le critiche. Pensiamo di fare tutto bene e che sono gli altri a sbagliare. Non vogliamo cambiare nulla. Sono gli altri che devono migliorare. Noi riusciamo a fare tutto.

Molte volte viviamo così. Siamo impenetrabili. Sembriamo perfetti, ci sentiamo perfetti, ci vedono come esseri perfetti.

Lo sguardo di Gesù e di Pietro ci commuove sempre nuovamente. Un prima e un dopo. Il tempo si ferma. Lo sguardo del perdono. Lo sguardo del desiderio. Le lacrime. Il silenzio. Non ci sono rimproveri. Non c’è ritorno. Semplicemente lacrime nella notte. Voce messa a tacere. Tristezza. Lo stesso sguardo di Gesù su di noi ogni volta che cadiamo.

Una poesia di Ernestina de Champurcín illustra questo momento: «Un giorno mi hai guardato / come hai guardato Pietro. / I miei occhi non ti hanno visto, / ma ho sentito che il cielo / scendeva fino alle mie mani. / Che lotta di silenzi / hanno scatenato nella notte / il tuo amore e il mio desiderio! / Un giorno mi hai guardato / e sento ancora / l’impronta di quel pianto / che mi ha arso dentro. / Vado ancora per le strade / sognando quell’incontro, / Un giorno mi hai guardato / come hai guardato Pietro».

Un incontro che è stato un “disincontro”. Un desiderio insoddisfatto. Una ricerca fallita. Sguardi che hanno smesso di incontrarsi. Forse Gesù ha potuto seguire Pietro con lo sguardo mentre si allontanava. Forse è stato Pietro a soffermare il proprio sguardo su Cristo mentre lo portavano via. Non lo sappiamo.

Ci è chiaro solo l’istante eterno dell’incontro. Gli sguardi confusi. Il dolore dell’anima. Ci sono momenti che restano registrati per sempre nella memoria, nel profondo dell’anima. Lo sappiamo.

Ci sono incontri e “disincontri” nella nostra vita in cui gli sguardi ci aiutano a decifrare l’istante. Guardiamo. Siamo stati guardati. Dolore. Tristezza. Pentimento.

Una persona diceva: «Suppongo che non ci sia pentimento maggiore di quello di poter restare in silenzio, accettando solamente. Resto così, e il silenzio del dolore mi sta riempiendo».

Paura senza parole. Anche se ci sarebbero molte domande nell’anima di Pietro. Chi sei, Gesù? È la domanda che fluttua nell’aria. Due uomini che si allontanano.

Pietro aveva paura. Negava, fuggiva. Voleva stare vicino e lontano allo stesso tempo. Amava e rinnegava. Voleva tutto e preferiva non avere nulla. Paura.

Ci sono istanti che ci cambiano la vita per sempre. Gesù ci guarda. Lo fa in modi diversi. Ci viene incontro quando ci allontaniamo con paura. A volte non lo vediamo. Egli ci guarda. Noi ci allontaniamo. Egli continua la via seguendo le nostre orme. Questo momento mi emoziona sempre. Quanto sarebbe cambiata la vita di Pietro dopo quello sguardo!

Possiamo essere una roccia solo quando abbiamo sperimentato la crepa, la ferita, l’inciampo, la caduta. Pietro cade, e il dolore delle sue lacrime spezza la roccia. Caduto e spezzato come Saulo sulla via.

  • 1
  • 2
Tags:
stile di vitasuccesso
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Semplici scatti
Puoi chiamarle coincidenze ma sono carezze di...
Gelsomino Del Guercio
Etiopia, strage di cristiani nel Tigrai: dife...
SALVE REGINA
José Miguel Carrera
Un Salve Regina come non lo avete mai visto
Silvia Lucchetti
Silvia e Andrea: il nostro matrimonio stava c...
Alessandro Gisotti
Papa: prima di giudicare, guardiamoci allo sp...
FRA BENIGNO ESORCISTA
Chiara Ippolito
Il più commovente caso di liberazione: quando...
COVID
Gelsomino Del Guercio
Il prete: benedivo senza olio i malati gravi,...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni