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Iraq, bambini decapitati e crocifissi

Twenty-thousand Syrian Kurds forced to take refuge in Iraq – it

Public Domain

Erebmedioriente - pubblicato il 28/06/14

Un nuovo genocidio sciita dopo quello di Saddam Hussein negli anni ‘80?

Bambini decapitati, donne stuprate e filmate durante le violenze, intere famiglie sterminate. Le stragi sono avvenute in cinque villaggi a circa 25 km a sud di Kirkuk. Secondo un rapporto diffuso dalla tv irachena “al Sumaria” è in atto un vero e proprio genocidio contro le popolazioni sciite e turkmene.

Fra il 12 e il 13 giugno scorsi dei gruppi armati hanno preso d’assalto il villaggio di Bashir e di quattro villaggi nel distretto di Taza Khurmatu, utilizzando i veicoli dell’esercito sequestrati dopo la presa di Mosul. Fonti locali dichiarano che i miliziani hanno commesso veri e propri crimini contro l’umanità, uccidendo donne e bambini ed esponendo i loro corpi su delle croci poste nel centro del villaggio.

Le persone sarebbero state torturate con scariche elettriche prima di essere assassinate. I miliziani appartenenti all’insurrezione sunnite, ma non tutti vicini all’Isis, hanno fatto irruzione in un’abitazione, massacrando un’intera famiglie e decapitato cinque bambini. Diverse organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto all’Onu di aprire un’indagine sui crimini contro l’umanità compiuti dalle milizie sunnite nel nord dell’Iraq, dove alcuni parlano di un nuovo genocidio sciita dopo quello di Saddam Hussein negli anni ‘80.  

Le violenze hanno innescato l’insurrezione della popolazione locale che si è organizzata in milizie e ora sta combattendo contro le milizie sunnite che combattono a fianco dei terroristi dello Stato islamico in e Siria (Isis).

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