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Le 4 vicende più pazze della storia della Chiesa realmente avvenute

Gwendal Uguen
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Dall’happy hour con Battesimo alle battaglie pubbliche sul prepuzio di Gesù: sì, è accaduto davvero

I Cavalieri di Colombo a volte indossano cappelli color porpora ornati di gala, una dolce vecchietta con buone intenzioni ha trasformato un affresco ottocentesco di Gesù in un alieno sfocato e un coro cattolico aveva ragazzi che cantavano per qualche ragione come gatti. Una grande baldoria. Tutti questi esempi sono niente se paragonati alle cose davvero strane avvenute nella storia della Chiesa cattolica.

Quello in cui viviamo potrebbe essere uno dei periodi più sani della Chiesa. Se pensate alla vostra parrocchia e siete convinti che sia in errore, date prima uno sguardo a queste storie.

Ecco quattro degli eventi più strani realmente avvenuti nella storia della Chiesa!

1) Happy Hour con Battesimo

Il consumo responsabile di alcool è da sempre una parte importante della cultura cattolica. I nostri sacerdoti consacrano del vino durante la Messa, ci sono “beer gardens” nei nostri festival parrocchiali e ovviamente sappiamo tutti che i Trappisti fabbricano la birra migliore. L’acqua è noiosa, la birra è cool. Perché allora non battezzare con questa?

Se siete giunti alle stesse conclusioni, probabilmente dovete iscrivervi alla Confraternita della Dottrina Cristiana, ma non sareste del tutto senza precedenti nella storia della Chiesa. Apparentemente, nel XIII secolo in Norvegia c’erano regioni povere di acqua ma ricche di birra, e alcuni cattolici iniziarono quindi a usare la birra locale come lavacro di rigenerazione.

La pratica era abbastanza diffusa da far sì che papa Gregorio IX dovesse intervenire per fermarla (esempio del perché è fondamentale avere il Magistero). In una lettera all’arcivescovo di Trondheim, il pontefice scrisse: “Dato che secondo l’insegnamento del Vangelo un uomo deve rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo, non devono essere ritenuti validamente battezzati quanti sono stati battezzati con la birra”.

2) L’errata identità della donna barbuta e crocifissa

Probabilmente non ne avete mai sentito parlare, tuttavia esiste una Santa di nome Vilgefortis famosa soprattutto per le sue rappresentazioni che la ritraggono come una donna barbuta crocifissa. No, non è qualcosa derivante da qualche pazza parrocchia dello “spirito del Vaticano II” negli anni Settanta, risale al XV secolo e apparentemente il suo culto è stato piuttosto popolare per un po’ fino a che non è stato ridimensionato nel XVI secolo.

E se secondo voi assomiglia un po’ a un Gesù sulla croce che indossa un abito, avete ragione: e questo è il primo indizio sulle sue origini. Alcune figure di Cristo sulla croce prodotte nel periodo medievale in Oriente raffiguravano Gesù che indossava lunghe vesti sulla croce anziché un panno sui fianchi come in Occidente. La veste è stata confusa in Occidente con un vestito, e dato che nessuno ha voluto pensare che Gesù fosse travestito, il mito di Santa Vilgefortis si è sviluppato per spiegare questa immagine.

Il personaggio indossa un vestito, si è pensato, quindi dev’essere una donna e non Gesù. Sì, il personaggio ha la barba, ma questo perché la donna aveva fatto voto di verginità, e dato che suo padre tentava di costringerla a sposare un re pagano lei aveva pregato di diventare repellente. La barba che spuntò miracolosamente sul suo volto pose fine al fidanzamento, ma fece infuriare il padre, che la fece crocifiggere. Ha un senso, giusto?

Non preoccupatevi, il culto di questo leggendario personaggio androgino è stato soppresso ufficialmente nel 1969.

3) Il processo al cadavere

La follia non è una cosa spuntata nel tardo Medioevo; anche all’inizio di quest’epoca c’è stata infatti una buona dose di pazzie. Per quanti pensano (erroneamente) che la Chiesa cattolica sia corrotta oltre il limite, il “Sinodo del cadavere” del IX secolo è uno degli esempi principali, e non del tutto senza ragione.

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