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Un calcio per la scuola

© Public Domain
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Le iniziative per i bambini e i giovani delle favelas brasiliane

Pieni di passione per il calcio, ma ancor di più pieni di passione per i poveri della loro terra. Parliamo di campioni del calcio brasiliano di ieri e di oggi che hanno deciso di usare proventi e notorietà per dare un calcio sì, ma non al pallone, bensì all’indigenza e all’emarginazione sociale.

Come racconta Avvenire, principio è stata “Gol de letra”, la fondazione messa in campo nel 1998 in Francia dal fratello di Socrates, Raì campione del mondo con la Seleçao a Usa 94 nella finale vinta ai rigori contro gli azzurri di Sacchi. Un’idea quella della Fundaçao, nata nella vita agiata trascorsa nei boulevard parigini, quando Raì e il suo compagno di squadra nel Paris Saint Germain il poliglotta Leonardo, decisero che era tempo di fare qualcosa di concreto per i bambini di San Paolo.

Ecco che sorgono in Brasile scuole-calcio che permettono di emanciparsi dalla strada, dal degrado, dalle gang. Scuole di vita, prima ancora che di sport, in cui si insegna l’impegno e la dedizione, in cui devi andare bene nella scuola tradizionale per poter restare ad allenarti: studio e sport, contro povertà e malavita.

E’ con questi obbiettivi che una parte dei guadagni di Raì e Leonardo e dei calciatori amici che hanno coinvolto, è andato a costituire il fondo che, a partire dalla Comunità di Vila Albertina a San Paolo, consente di seguire ogni stagione scolastica oltre mille ragazzi in età compresa tra i 7 e i 24 anni ai quali oltre al calcio, vengono organizzati corsi di informatica, arti visive, teatro, musica e samba.

Un progetto simile a quello – ancor più sviluppato – creato dal mitico Arthur Antunes Coimbra, in arte Zico, l’uomo dei gol segnati con il Flamengo: 333 in 435 partite, al Maracanà, che ad oggi ha aperto ben 25 college in tutto il paese.

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