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Non so privarmi delle cose, è un peccato grave?

African man rich

© iofoto/SHUTTERSTOCK

A Sua Immagine - pubblicato il 18/06/14

Dovremmo fare tutti come il giovane ricco del Vangelo?

Mi colpisce molto l’episodio del giovane ricco. Io non sono ricco però ho cura delle mie cose e penso che non riuscirei a lasciare tutto per vivere una vita in completa povertà. Non sono posseduto dalle cose, so esserne distaccato, ma non sceglierei di privarmi di tutto. Pensa che sia un peccato grave? Come potrei fare? Grazie.

Giulio

Bernanos conclude il suo romanzo Il diario di un curato di campagna con le parole “tutto è grazia” e San Paolo ci ricorda che tutto ci viene donato per il bene comune. Sono principi che noi cristiani dovremmo tenere sempre presenti. Nell’episodio del Vangelo del giovane ricco emerge con chiarezza che la vera ricchezza è proprio la capacità di sapersi staccare dai propri beni. Avere cura delle cose che il Signore ci dona è un dovere di tutti che diventa rispetto di tutto e di tutti.

Personalmente, sono estremamente convinto che se il Signore chiama a un tipo di vita che richiede il distacco da tutto, offre anche la grazia e la forza per attuare un distacco radicale nella nostra vita. Non dobbiamo mai dimenticare che è sempre Dio che sceglie: “Non voi avete scelto me ma io ho scelto voi”. La scelta è sempre un segno di un amore particolare da parte di Dio nei nostri confronti personali. La possibilità del peccato, in queste occasioni, è determinata proprio dal nostro atteggiamento di rifiuto di questo amore particolare che non ci porta a vivere in pienezza il volere di Dio per essere strumenti docili nelle sue mani e sperimentare la verità che soltanto Dio è il tutto. Certo dobbiamo essere sempre più attenti a verificare quello che il Signore veramente ci chiede. Questo si fa invocando la luce dello Spirito Santo nella preghiera e nell’ascolto della volontà di Dio, facendoci guidare dalle persone che il Signore ci fa incontrare sul nostro cammino e riflettendo profondamente non tanto su quello che si lascia ma su quello che si conquista. La conquista dell’adesione alla volontà di Dio è sempre fonte di gioia e di pace. “In tua voluntate è nostra pace”.

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Invia il tuo interrogativo, scrivendo una email a padreantonio@asuaimmaginesettimanale.it oppure spedendo una lettera all’indirizzo A Sua Immagine, Borgo Sant’Angelo 23, 00193 Roma. La risposta arriverà dal silenzio e dalla spiritualità del Monastero di San Benedetto di Subiaco. Padre Antoniooffrirà una chiave per trovare un senso alle questioni poste, accompagnando il cammino di credenti e non credenti.

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