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La sindrome di “pinocchio”: malattia del secolo?

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Come difendersi dai bugiardi di professione

butterfly

Chi nella vita non ha detto una piccola o grande bugia? Probabilmente, ciascuno di noi, a suo modo è, o è stato, un pò Pinocchio: quel burattino di legno uscito dalla fantasia del fiorentino Carlo Collodi, che incarna il bugiardo perfetto.

 

Secondo uno studio condotto da Kang Lee dell’Università di Toronto, dire bugie nei bambini è sintomo di intelligenza, perché per raccontare falsità bisogna utilizzare dei processi cognitivi molto complessi. Si riconoscerebbe infatti che un bambino è molto intelligente quando all'età di due anni è già in grado di dire bugie. Generalmente, il 90% dei bambini di 4 anni mente, mentre sono il 100% dei ragazzi di 12 anni a dire bugie. Il problema però si pone quando la bugia diventa una modalità permanente di relazionarsi con gli altri. E, questo è un fenomeno sempre più diffuso nella nostra società.
Diventa quindi indispensabile capire come riconoscere se il nostro interlocutore ci sta mentendo. Il professor Alessandro Meluzzi ci indica due modi per difenderci dai bugiardi di professione

 

  • Innanzitutto è necessario non farci abbindolare non accettare spiegazioni facili, solo in tal modo potremo farci un'opinione precisa e smascherare il bugiardol una volta scoperta la verità non iniziare una tragedia, ma cercare di instaurare una conversazione matura e pacata, perché ci sia una opportunità di conoscenza reciproca, sia che l'esito finale coincida con una rottura che con una riconciliazione
  • Scoperto che l'altro è un bugiardo, non farne una tragedia. Aver creduto a un bugia, non vuol dire essere degli sciocchi, cosa che molti pensano di se stessi in questi casi. Chi subisce una bugia non diventi una vittima del senso di colpa.
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