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Perché Messi si fa il segno della croce dopo ogni gol?

© HO / OSSERVATORE ROMANO / AFP
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“San Francisco de Asís”, la cappella fatta aprire da Maradona

di Esteban Pittaro

La stella del calcio mondiale Diego Armando Maradona, probabilmente il più grande giocatore della Storia, è un personaggio noto per le sue polemiche. Ma lo sapevate che come allenatore della nazionale faceva lasciare sempre aperte le porte della cappella nelle strutture in cui allenava l'Argentina?

Sono più i calciatori argentini che si fanno il segno della croce prima di entrare in campo, che quelli che non lo fanno. Lionel Messi – il giocatore più rapido al mondo – lo fa dopo ogni gol, per esempio.

Molti potrebbero subito ribattere dicendo che nel calcio alcuni simboli religiosi sono a volte usati come amuleti. Ma la cosa certa è che nella recente storia della Nazionale argentina c'è una Cappella che può chiarire rapidamente la discussione.

In una recente intervista al quotidiano argentino La Nación, il Padre assegnato come cappellano per la Nazionale di calcio ha ricordato la storia della cappella "San Francisco de Asís", situata nel complesso di edifici di proprietà dell'Asociación del Fútbol Argentino (AFA) ad Ezeiza, dove si allenano i convocati della Nazionale.

Il sacerdote accompagnava i membri della nazionale dal 1997, quando – su indicazione dell'arcivescovo di Buenos Aires, il cardinale Antonio Quarracino – la cappella venne messa a disposizione dell'AFA, per la pastorale di calcio avviata dal porporato che ho appena citato. Il suo rapporto con i giovani è stato sempre guidato dall'allora allenatore della Nazionale José Pekerman.

È stato nel 2001, quando la squadra giovanile argentina (composta dall'attuale campione del mondo Maxi Rodríguez) vinse i Mondiali under-20, che venne ordinata la costruzione del luogo di culto.

Fino ad allora, le messe sono state celebrate in un eremo del complesso o in una sala riunioni. La costruzione è stata resa possibile, oltre che dalla richiesta dei giovani, anche grazie agli sforzi di Nélida, moglie del presidente dell'AFA Julio Grondona. È stata lei a scegliere San Francesco come nome per la cappella.

Si penserebbe di trovare l'immagine della Vergine di Lujan sull'altare, ma non è così. Per il Campionato Sudamericano under 20 svolto nel 2007 in Paraguay la squadra giovanile non ottenne in tempo un'immagine della patrona del'Argentina e quindi è stata messa una Medaglia Miracolosa.

Il torneo era una qualificazione per il Campionato Mondiale della categoria e per le Olimpiadi di Pechino 2008; in entrambe le competizioni vinse l'Argentina. Poiché il pareggio non era un risultato buono, alla fine del primo tempo la squadra pregò la Vergine. Il gol della vittoria fu segnato nel secondo minuto dei tempi supplementari. Fu così che questa invocazione si guadagnò un posto sull'altare. L'immagine è stata poi donata dal CT della squadra vincitrice delle Olimpiadi.

Tuttavia la Cappella ha anche una stanza per la Vergine di Luján, costruita per volere del coach della squadra campione del Mondo nel 1986, Carlos Bilardo.

Il lavoro svolto con i giovani si è intensificato con i senior quando José Pekerman ha guidato la squadra che giocò al Mondiale del 2006. Ma l'attuale allenatore della Colombia non è stato l'unico a lasciare un segno "religioso" nella Nazionale. Padre Medina ha recentemente ricordato nel quotidiano La Nación che fu Diego Armando Maradona, allenatore della squadra che ha partecipato al Mondiale del 2010, che fece aprire permanentemente le porte della Cappella.

“Diego frequentava molto la Cappella, sarebbe stato il futuro tecnico della Nazionale. Un paio di volte provò ad entrare e la trovò chiusa. Chiese ardentemente che rimanesse aperta, fino a quando chiamò Grondona. Fu grazie a Maradona che ora è sempre aperta”, ha detto al giornale argentino.

Perché Messi si fa sempre il segno della croce dopo ogni gol? Magari qualche giornalista sportivo lo potrebbe chiedere al numero 10 del Barcellona. Quello che è certo è che, come Padre Medina ha dichiarato in quell'intervista, "se Lionel sta per avvicinarsi alla Cappella, tutti in realtà vi si avvicinano".

Recentemente Dilma Roussef ha chiesto a Papa Francesco “neutralità” quando prega per una vittoria argentina. Sembrerebbe che in una cappella distante, in Piazza San Pietro, i giocatori argentini stiano già facendo le loro cose.

 

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