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​Meglio dentro le cose che stare a guardare

Settimana per i Giovani

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 10/06/14

Una proposta estiva di formazione per i giovani per approfondire i temi della Dottrina sociale della Chiesa

“Meglio dentro le cose che stare a guardare” è il tema della settimana di formazione alla coscienza sociale che DottrinaSociale.it propone ai giovani tra i 20 e i 30 anni per il prossimo agosto (3-10, Sfruz –Tn). L’obiettivo è quello, con l’aiuto di alcuni esperti, di confrontarsi sulle modalità di una presenza attiva nella società a partire da una prospettiva sociologica, teologica e relazionale. Bussola di tutta l’esperienza la Dottrina sociale della Chiesa al cui studio e approfondimento in centinaia di iniziative di formazione per giovani e mondo dell’impresa, l’ideatore, don Adriano Vincenzi, si dedica ormai da 30 anni.

Perché diventa necessario formare dei giovani a costruirsi una “coscienza sociale”?

Vincenzi: Viviamo un tempo di grandi cambiamenti nel quale mancano spesso dei punti di riferimento precisi e la comprensione delle priorità, così che si fatica anche a distinguere il bene dal male. Per dare un contributo positivo alla realtà che ci circonda ed evitare il rischio di disperdere intelligenze e risorse, è necessario oggi un grande lavoro sulle coscienze. Formare le coscienze è la strada migliore rispetto alla moltiplicazione delle regole.

In che senso?

Vincenzi: Quando manca la coscienza individuale e sociale si tende ad aumentare le regole da dover osservare; quando invece le coscienze sono formate servono meno regole perché c’è corrispondenza tra comportamenti e sensibilità. Va detto con chiarezza che le regole in se stesse non hanno la forza per essere considerate inderogabili ma è la coscienza che porta a rispettarle. In questo senso occorre riflettere anche sulla coscienza sociale, cioè sui comportamenti da mettere in atto non solo a livello personale ma collettivo. In una società individualista, ad esempio, è difficile far vivere la solidarietà.

Di solito i giovani sono molto sensibili a tematiche sociali come l’ambiente, la pace, la solidarietà: qual è la sua esperienza?

Vincenzi: E’ vero. Anche in conseguenza dei molti disastri ambientali di cui siamo stati testimoni in questi anni, nei giovani c’è molta affinità verso le tematiche della tutela del creato ma al di là dei singoli aspetti, credo che essi ricerchino l’esplicitazione dei contenuti. Ai giovani piace capire il “perché” di quanto accade, il perché delle trasformazioni che ci coinvolgono e il come affrontarle. Occorre un investimento in questa direzione. Dai comportamenti serve un passaggio ai contenuti e alle motivazioni e, quindi, ai significati. Formare una coscienza sociale significa, allora, trovare i significati che diventano poi comportamenti personali e collettivi, aprendo anche visioni di prospettive che non sono ancora evidenti ma che lo diventeranno in futuro.

Quali sono i prossimi progetti?

Vincenzi: Il nostro obiettivo è allargare il più possibile la conoscenza dei principi della Dottrina sociale della Chiesa. Per questo abbiamo dato vita a gruppi territoriali – sono ormai circa 90 – di persone che si trovano a riflettere sui problemi del contesto in cui sono e sulle proposte che si possono fare. Si tratta di forme non strutturate che intercettano un bisogno diffuso di rispondere in maniera positiva alle situazioni concrete e che mirano a costituire una rete. Oltre alle settimane residenziali come quella di Sfruz, il momento culminante dell’attività annuale è il Festival della Dottrina sociale. Il prossimo si svolgerà dal 20 al 23 novembre a Verona sul tema “Oltre i luoghi dentro il tempo”. Crediamo sia necessario abbandonare i luoghi comuni e non difendere le rendite di posizione per ricominciare a giocarci nel tempo in cui viviamo: poiché oggi il tempo è molto stimolante ha bisogno di risposte nuove. Se volessimo vivere questo tempo con modalità del passato saremmo, inevitabilmente, fuori tempo.

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