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Zingari, la soluzione è il Vangelo

Luciano / Flickr CC
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Il Papa esorta tutti, istituzioni, parrocchie e gli stessi Rom a costruire un percorso di integrazione

Durante il mio mandato all’OSCE ho potuto verificare come qualcosa si muova, e come l’Italia – tanto criticata – abbia talora fatto più dei Paesi vicini. Il Pontefice esorta a continuare con «l’impegno delle istituzioni locali e nazionali e il supporto della comunità internazionale, per individuare progetti e interventi volti al miglioramento della qualità della vita. Di fronte alle difficoltà e ai disagi dei fratelli, tutti devono sentirsi interpellati a porre al centro delle loro attenzioni la dignità di ogni persona umana».

Papa Francesco ha però – come già Benedetto XVI, cui il tema (lo posso testimoniare personalmente) stava molto a cuore – insistito su un aspetto tutt’altro che secondario, che non rientra nel mandato delle organizzazioni internazionali ma che è al cuore della missione della Chiesa. Il Papa ribadisce precisamente che il più potente strumento d’integrazione è la religione. Parlando con rom, come mi è capitato spesso di fare all’epoca del mio mandato OSCE, ho scoperto che molti di loro hanno l’impressione – in parte ingiusta ma diffusa – che i cattolici impegnati nelle loro comunità si occupino essenzialmente di promozione umana, mentre chi parla di Gesù Cristo e propone il Vangelo ai non cristiani viene più spesso dalle comunità protestanti pentecostali – molto presenti fra i rom, soprattutto in Francia – o da nuovi movimenti religiosi. Paradossalmente, molti rom nati cattolici continuano a rivolgersi a organizzazioni ecclesiali per la tutela dei loro diritti ma frequentano poi il culto pentecostale per quanto riguarda la religione.

Papa Francesco ha chiesto di intensificare «la sollecitudine della Chiesa» e ha ricordato ai cattolici che si occupano di rom che il loro «specifico contributo» è il Vangelo. «Il Vangelo, infatti, è annuncio di gioia per tutti e in modo speciale per i più deboli e gli emarginati». Lo studio dei problemi sociali degli «zingari» – difficilissimi da risolvere – e l’azione di promozione umana sono certo importanti, ma per il cristiano è obbligatorio portare ai rom anche la buona novella del Vangelo. «Gli zingari possano trovare in voi dei fratelli e delle sorelle che li amano – ha concluso il Papa – con lo stesso amore con cui Cristo ha amato i più emarginati. Siate per essi il volto accogliente e gioioso della Chiesa».

Qui l’originale

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