Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Zingari, la soluzione è il Vangelo

Luciano / Flickr CC
Condividi

Il Papa esorta tutti, istituzioni, parrocchie e gli stessi Rom a costruire un percorso di integrazione

Durante il mio mandato all’OSCE ho potuto verificare come qualcosa si muova, e come l’Italia – tanto criticata – abbia talora fatto più dei Paesi vicini. Il Pontefice esorta a continuare con «l’impegno delle istituzioni locali e nazionali e il supporto della comunità internazionale, per individuare progetti e interventi volti al miglioramento della qualità della vita. Di fronte alle difficoltà e ai disagi dei fratelli, tutti devono sentirsi interpellati a porre al centro delle loro attenzioni la dignità di ogni persona umana».

Papa Francesco ha però – come già Benedetto XVI, cui il tema (lo posso testimoniare personalmente) stava molto a cuore – insistito su un aspetto tutt’altro che secondario, che non rientra nel mandato delle organizzazioni internazionali ma che è al cuore della missione della Chiesa. Il Papa ribadisce precisamente che il più potente strumento d’integrazione è la religione. Parlando con rom, come mi è capitato spesso di fare all’epoca del mio mandato OSCE, ho scoperto che molti di loro hanno l’impressione – in parte ingiusta ma diffusa – che i cattolici impegnati nelle loro comunità si occupino essenzialmente di promozione umana, mentre chi parla di Gesù Cristo e propone il Vangelo ai non cristiani viene più spesso dalle comunità protestanti pentecostali – molto presenti fra i rom, soprattutto in Francia – o da nuovi movimenti religiosi. Paradossalmente, molti rom nati cattolici continuano a rivolgersi a organizzazioni ecclesiali per la tutela dei loro diritti ma frequentano poi il culto pentecostale per quanto riguarda la religione.

Papa Francesco ha chiesto di intensificare «la sollecitudine della Chiesa» e ha ricordato ai cattolici che si occupano di rom che il loro «specifico contributo» è il Vangelo. «Il Vangelo, infatti, è annuncio di gioia per tutti e in modo speciale per i più deboli e gli emarginati». Lo studio dei problemi sociali degli «zingari» – difficilissimi da risolvere – e l’azione di promozione umana sono certo importanti, ma per il cristiano è obbligatorio portare ai rom anche la buona novella del Vangelo. «Gli zingari possano trovare in voi dei fratelli e delle sorelle che li amano – ha concluso il Papa – con lo stesso amore con cui Cristo ha amato i più emarginati. Siate per essi il volto accogliente e gioioso della Chiesa».

Qui l’originale

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.