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Disoccupazione giovanile record

CITIZENSIDE/ANTONIO MELITA

ITALY, Palermo : ITALY, Palermo: Thousands of homeless, unemployed, students, concerned citizens and grassroots union organizers wave flags and banners as they march for home, income, and employment on May 17,2014. The rally is against austerity measures put in place by the government of Italian PM Matteo Renzi. CITIZENSIDE/ANTONIO MELITA

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 04/06/14

Nel primo trimestre del 2014 la percentuale dei giovani senza lavoro è arrivata al 46%

Per cifre del genere bisogna tornare al 1977: la disoccupazione giovanile in Italia ha toccato il 46%, vale a dire che un giovane su due rimane a casa. Il tasso generale di disoccupazione è al 13,6% e sono tre e milioni e mezzo gli italiani in cerca di lavoro. I dati diffusi dall’Istat sui primi tre mesi dell’anno disegnano uno scenario desolante, la cornice adatta per “la madre di tutte le battaglie” come ha definito il presidente Renzi l’impegno del suo governo per l’occupazione.

Nemmeno a dirlo, la situazione segna il solito stacco tra Nord e Sud del Paese. Nel Mezzogiorno, il tasso di disoccupazione generale vola al 21,7% e tra i giovani arriva al 60,9%. In pratica sono 347 mila i ragazzi tra 15 e 24 anni in cerca di lavoro nel Sud, pari al 14,5% della popolazione in questa fascia d’età. La maggior disuguaglianza di genere si registra però al Nord, dove il tasso di disoccupazione per le ragazze è al 40,9% contro il 32% dei ragazzi  (Il fatto quotidiano 3 giugno).

Dietro i tassi record c’è l’esercito degli scoraggiati: i neet, cioè i giovani under 30 che non studiano, non lavorano e non fanno formazione sono arrivati a 2 milioni 442 mila, in crescita del 4.8% rispetto allo scorso anno (La Repubblica 4 giugno).

Per far fronte a questa situazione il governo ha varato un pacchetto di misure che rende meno rigida la normativa per il rinnovo dei contratti a termine ed è impegnato a mettere a punto una riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali. "L'obiettivo è procedere per produrre un cambio di segno a fine anno. Tenete conto che parliamo degli esiti del trimestre in cui il Pil è sceso dello 0,1%", ha dichiarato il ministro del lavoro Giuliano Poletti, a margine di un convegno a Milano. "È chiaro che l'occupazione è allineata a quel dato. C'è poi tutta la parte legata all'industria che avrà l'esigenza prima di saturare gli impianti. Quindi se non ci sarà uno scatto forte nell'incremento della capacità produttiva è difficile che si produca lavoro", ha avvertito il ministro (Avvenire 3 giugno).

Magra consolazione è l’inversione di tendenza in ambito europeo. Rispetto all'Italia, l'Eurozona è in controtendenza con un lieve calo del tasso di disoccupazione che ad aprile è passato all'11,7% dall'11,8% di marzo, un anno prima era al 12%. Nella Ue è passato al 10,4% da 10,5% a marzo; un anno prima era al 10,9%. Lo rileva Eurostat, che ha diffuso i dati contemporaneamente all’Istat, sottolineando che ad aprile c'erano 25,471 milioni di disoccupati di cui 18,751 milioni nell'Eurozona: rispetto a marzo i disoccupati sono 151 mila in meno nella Ue e 76 mila nell'Eurozona: rispetto a un anno prima sono calati di 1,167 milioni e 487 mila rispettivamente (repubblica.it 3 giugno).

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lavoro

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