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E’ giusto fare insieme Cresima e prima Comunione?

Sacrament of Confirmation (by Pope Francis) – it

Alessia GIULIANI/CPP/CIRIC

don Antonio Rizzolo - Credere - pubblicato il 01/06/14

Confermazione ed Eucaristia, insieme al Battesimo, sono i sacramenti dell'iniziazione cristiana e vanno considerati come un tutt'uno

Gentile direttore, domenica scorsa, nella mia parrocchia, i ragazzi di 11 anni hanno ricevuto la Cresima (prima) e la Comunione, nella stessa cerimonia. Mi sono stupita perché io ho ricevuto a nove anni la Comunione, dopo altri cinque anni di catechismo, la Confermazione. Il parroco invece mi ha detto che è “corretto” ricevere insieme i due sacramenti, anzi la Cresima prima della Comunione. E’ davvero così? Non sarebbe più giusto che i ragazzi fossero maturi per riconfermare le promesse del Battesimo?

Adele

Ha ragione il parroco, cara Adele, ma c’è bisogno di qualche spiegazione ulteriore. Parto da una riflessione teologica. La Cresima e l’Eucaristia, insieme al Battesimo, costituiscono i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Infatti ci rendono pienamente partecipi della morte e risurrezione di Cristo, ci trasformano in lui e ci rendono parte del suo corpo che è la Chiesa, ci inseriscono nella sua vita e nella sua missione. Gli iniziati sono coloro che entrano a far parte di un gruppo. In questo caso non è solo un ingresso formale, ma una trasformazione completa della persona per mezzo dello Spirito Santo. Diventiamo veramente e pienamente cristiani. I tre sacramenti sono distinti ma vanno considerati come un tutt’uno, perché unico è il mistero pasquale di Cristo morto e risorto di cui ci rendono partecipi.

Su questa unità era basata la prassi antica, ancora in uso nella Chiesa ortodossa: il Battesimo e la Cresima venivano dati insieme e abilitavano a ricevere l’Eucaristia. Nella Chiesa occidentale le cose sono cambiate verso il V secolo. Il cristianesimo aveva cominciato a diffondersi nelle campagne ed era stata concessa anche ai preti la facoltà di battezzare e di comunicare, mentre si era lasciata al vescovo, di per sé il ministro di tutta l’iniziazione cristiana, almeno l’imposizione delle mani con il sigillo dello Spirito. Inizia qui la separazione tra Battesimo e Cresima. Più tardi, nel 1215, il Concilio Lateranense IV stabilì di spostare la prima partecipazione all’Eucaristia, vista la sua importanza, alla cosiddetta età di discrezione, verso i 12 anni. In ultimo, nel 1910, un decreto di Pio X anticipa la prima Comunione all’età di sette anni, e così la Cresima è diventato l’ultimo dei sacramenti conferiti.

Dal punto di vista teologico, comunque, i tre sacramenti sono un tutto unico. Lo attestano anche i più recenti documenti ecclesiali. Di particolare importanza è il Rito di iniziazione cristiana degli adulti del 1972, presentato dai vescovi italiani come la “forma tipica”, il modello di ogni itinerario di formazione cristiana. Anche per i bambini che chiedono il Battesimo da sette anni di età i tre sacramenti si celebrano insieme e nell’ordine originario: Battesimo, Cresima, Eucaristia. In questo modo si evidenzia anche come l’Eucaristia sia il “culmine” dell’iniziazione. Con il lavacro battesimale nasce l’uomo nuovo per mezzo dello Spirito Santo; con l’unzione crismale lo Spirito conferma il nuovo rapporto con Dio, compie la conformazione a Cristo e rende partecipi della sua missione; tutto questo abilita a partecipare alla mensa eucaristica per diventare, come Cristo, pane spezzato e sangue versato per amore. Due elementi bisogna sottolineare. Prima di tutto quello ecclesiale: i sacramenti dell’iniziazione non sono un fatto privato, ma inseriscono a pieno titolo nel corpo di Cristo che è la Chiesa. Perciò è tutta la comunità ecclesiale a essere coinvolta, non solo il parroco, o i catechisti o i padrini. Anzi, al primo posto ci sono i genitori. Essere cristiani non significa infatti essere iscritti su un registro e apprendere alcune norme e concetti, ma è incontrare Cristo ed essere trasformati in lui, partecipando alla vita della comunità. La fede si trasmette prima di tutto con l’esempio, rendendo partecipi di un’esperienza.

Da qui deriva la seconda sottolineatura: è fondamentale una preparazione che coinvolga tutta la comunità ecclesiale, genitori, catechisti, padrini, in analogia con il cammino dei catecumeni, cioè di coloro che si preparano a ricevere il Battesimo. E poi è necessario un accompagnamento dopo il conferimento dei sacramenti, denominato mistagogia. Bisogna cioè fare esperienza di vita cristiana, attraverso la catechesi, la partecipazione alla liturgia, la testimonianza di una vita trasformata dallo Spirito.

Un’ultima nota per spiegare quello che è successo nella tua parrocchia, cara Adele. Negli ultimi anni i vescovi italiani hanno avviato alcune sperimentazioni per valutare l’efficacia pastorale, cioè pratica, di un ritorno all’ordine corretto dell’iniziazione e del conferimento congiunto della Cresima e dell’Eucaristia per i bambini battezzati da piccoli. Questo è avvenuto solo in alcune diocesi, in base alla scelta del vescovo locale. Ciò che conta, secondo me, è comprendere che i tre sacramenti dell’iniziazione non sono cerimonie esteriori che magari diventano occasioni per un pranzo speciale, ma doni di Dio che trasformano le persone e riguardano la comunità intera. Tutti siamo coinvolti e invitati a lasciarci trasformare dallo Spirito per essere sempre più di Cristo, cristiani per davvero.

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