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Le nuove frontiere della povertà

Chieta italiana e disoccupazione

© Luna Vandoorne/SHUTTERSTO CK

L'Osservatore Romano - pubblicato il 29/05/14

Nel messaggio alla conferenza dell’Ilo il Papa sottolinea le tragiche conseguenze della disoccupazione e denuncia come inaccettabile che il lavoro da schiavi sia diventato moneta corrente
L’aumento della povertà, l’intensificarsi delle migrazioni di massa, il dramma della tratta degli esseri umani sono alcune delle conseguenze del costante aumento della disoccupazione nel mondo.

A denunciarle è Papa Francesco nel messaggio inviato in occasione della 103ª sessione della Conferenza dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) in corso a Ginevra dal 28 maggio al 12 giugno.
“Questa Conferenza si riunisce in un momento cruciale nella storia economica e sociale, che presenta sfide per il mondo intero” scrive il Pontefice ricordando come la disoccupazione stia “tragicamente espandendo le frontiere della povertà” e quanto grave sia il problema della migrazione di massa. Questi uomini e donne costretti a cercare lavoro lontano dalla loro Patria sono esposti “ad ulteriori pericoli, quali l’orrore della tratta di esseri umani, il lavoro coatto e la riduzione in schiavitù. È inaccettabile che, nel nostro mondo, il lavoro fatto da schiavi sia diventato moneta corrente (cf. Messaggio per la Giornata Mondiale dei Migranti e dei Rifugiati, 24 settembre 2013). Questo non può continuare! La tratta di esseri umani è una piaga, un crimine contro l’intera umanità. È giunto il momento di unire le forze e di lavorare insieme per liberare le vittime di tali traffici e per sradicare questo crimine che colpisce tutti noi, dalle singole famiglie all’intera comunità mondiale (cf. Discorso ai nuovi Ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, 12 dicembre 2013)”.
Il testo integrale del messaggio del Papa 

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