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Le colpe degli avi influiscono sulla nostra vita?

© Public Domain
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E’ vero che l’albero genealogico può essere spiritualmente “malato”?

di Stefano Stimamiglio

Caro don Gabriele, si sente a volte parlare in ambito carismatico di “albero genealogico”. Ce ne vuole parlare?

Si tratta di una questione controversa. C'è chi sostiene che le conseguenze di colpe morali gravi, di cui si sono macchiati i propri ascendenti – come ad esempio omicidi, aborti, suicidi, pratiche magiche, eccetera – si propaghino alle generazioni successive. Attenzione, non la colpa morale, che è sempre e solo personale, ma le sue conseguenze, come ad esempio la tendenza innata a ripetere gli stesi atti peccaminosi degli avi. Un sorta di “inquinamento” spirituale, insomma, che subirebbero i figli, i nipoti, i pronipoti e così a scendere nell'albero genealogico. Come si trasmettono i caratteri ereditari fisici nella trasmissione della vita, così avverrebbe per quelli spirituali. Per liberarsi da questa tendenza ogni discendente dovrebbe rinunciarvi con uno stile di vita cristiano. Attraverso un cammino di purificazione si giungerebbe – una volta individuata la tendenza peccaminosa, che talvolta può rasentare la compulsività – a emendarsi da essa. Questo sanerebbe in qualche modo la trasmissione del carattere “malato” ai discendenti. La tesi si è diffusa da noi con il libro dello psichiatra inglese Kenneth McAll Fino alle radici, in cui sostiene – citando casi a lui noti – che la causa dei mali malefici può dipendere da questioni generazionali.

Si parla anche di Messe di guarigione dell'albero genealogico…

Confermo. Si celebrano Messe per intercedere per i defunti che, a causa dei loro peccati, ancora non godono della luce di Dio e sono in purgatorio. Nel libro di McAll si citano degli episodi in cui, dopo questa Messa carismatica, sarebbero spariti gli effetti negativi sui viventi come conseguenza della liberazione di quelle anime dal purgatorio. Comunque sia, è sempre opportuno fa celebrare delle Messe per i nostri cari defunti, anche per quelli che non abbiamo mai conosciuto e che, magari, sono vissuti secoli fa.

Cosa pensano gli esorcisti – e cosa pensa lei – della questione dell'albero genealogico?

Non esiste una posizione uniforme. Ognuno ha sviluppato una sua personale posizione in base all'esperienza che ha maturato. Io ho avuto qualche caso in cui la persona che soffriva di possessione del demonio aveva avuto ascendenti che praticavano la magia e la stregoneria. Tuttavia non mi sembra che questi episodi possano rappresentare una ragione sufficiente a dimostrazione della tesi. Ritengo, quindi, che occorrano ulteriori approfondimenti teologici. Del resto anche il mio maestro, padre Candido Amantini, aveva dei dubbi che i mali spirituali si diffondano per via generazionale.

 

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