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​Bruxelles e Parigi: l’antisemitismo in agguato

CITIZENSIDE/OLIVIER GOUALLEC

BELGIUM, Bruxelles : BELGIUM, Brussels: Belgians police force at the scene of a shooting near the Jewish Museum in Brussels, Saturday 24 May 2014.Three people were reported dead, a fourth one is seriously injured. CITIZENSIDE/OLIVIER GOUALLEC

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 26/05/14

Preoccupazione nelle comunità ebraiche europee dopo gli episodi degli ultimi giorni e il crescere degli estremismi alle elezioni europee

“Mai più tale mostruosità”: così Papa Francesco ha pregato allo Yad Vashem, il Memoriale di Gerusalemme delle vittime dell’Olocausto, la memoria forse più straziante e imperitura dell’orrore provocato dall’odio antisemita. Eppure i semi dell’avversione contro il “popolo eletto” continuano a dare frutti anche ai nostri giorni. Lo stesso Bergoglio, arrivando all’aeroporto di Tel Aviv nel suo intenso viaggio in Israele, ha espresso dolore per la sparatoria al museo ebraico di Bruxelles costato la vita, il 24 maggio, a quattro persone. Poche ore più tardi, a Parigi, due persone che uscivano dalla sinagoga di Creteil, nella banlieue della capitale francese, sono state aggredite.

Sulla matrice antisemita della strage avvenuta alla vigilia delle elezioni europee sembrano non esserci dubbi. Le vittime sono una coppia israeliana, una donna francese e un giovane belga di 25 anni impiegato del museo che era stato ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale Saint Pierre dove poi è morto.

Secondo il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, l’attentato è il frutto avvelenato della campagna di "incitamento all'odio permanente" contro gli Ebrei e contro Israele, mentre "si continuano a sentire calunnie  e menzogne" contro lo stato ebraico sul suolo europeo (Ansa Mondo 25 maggio). 

“L’antisemitismo – ha affermato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – è sempre in agguato e torna a manifestarsi nei momenti di maggior confusione e tensione nell’opinione pubblica. Quel che è accaduto a Bruxelles ci richiama alla necessità di tenere sempre alta la guardia, di essere pronti a stroncare ogni rigurgito di antisemitismo”. L’attentato di Bruxelles, secondo il capo dello Stato, richiama tuttavia “anche e soprattutto a non attenuare mai la continuità di un impegno di formazione delle coscienze e di rigorosa battaglia ideale” (l’Unità 24 maggio).

Nelle comunità ebraiche europee c’è preoccupazione e il timore di non essere adeguatamente tutelati contro possibili attentati. “Siamo ancora una volta uniti nel dolore – ha scritto il presidente delle Comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna in un messaggio di solidarietà al presidente delle Organizzazioni ebraiche del Belgio, Maurice Sosnowski – e nella preoccupazione che persone e gruppi ispirati dal razzismo, dal nazismo e dall’antisemitismo siano in grado di colpire persone innocenti. Tutto ciò non ci meraviglia, perché fino ad oggi nessuna reazione forte e risolutiva è stata attuata in molti Paesi europei per mettere i terroristi, i criminali e gli assassini in condizioni di non nuocere. Sembra quasi che l’illegalità e il crimine siano più forti della giustizia”.

Certo non offre rassicurazione ai timori di parte ebraica il rafforzamento dei partiti di destra sancito dalle elezioni europee con il trionfo del Front National in Francia e la crescita degli estremismi in vari paesi. “Ci auguriamo – ha auspicato Gattegna – che i Parlamenti di tutti i Paesi, in piena sinergia con il parlamento europeo uscito dal voto, possano trovare la determinazione e l’accordo per affrontare e sconfiggere i nemici delle nostre Comunità e del progetto di unificazione del nostro continente.

Analogo appello del presidente della comunità ebraica in Germania, Dieter Graumann, che ha esortato i partiti democratici a sbarrare la strada a quelli di estrema destra il cui peso è in aumento dopo le elezioni europee. Nel definire “scioccanti” i buoni risultati di questi partiti, il presidente del Consiglio degli ebrei di Germania, ha dichiarato in un comunicato che “i partiti democratici sono invitati a combattere questo modo di pensare e a difendere i valori europei”. “Razzismo e antisemitismo – ha aggiunto – non devono mai trovare posto nella nostra casa europea comune” (Tmnnews 26 maggio).

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