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Quali sono gli ingredienti per un sacerdote perfetto?

Jeffrey Bruno

William Van Ornum - Aleteia - pubblicato il 23/05/14

Se gli scandali sono stati alimentati da “immaturità psicologica”, come deve essere il candidato ideale?

Quali sono le qualità che fanno un buon sacerdote, e come può una comunità cattolica trovare i giovani che possiedono queste qualità? L'esperienza degli ultimi decenni mostra che le opinioni degli psicologi e perfino del clero non si sono rivelate sempre la guida migliore. Perché non andare alla fonte, ovvero le percezioni dei genitori?

Per trovare dei veri esperti, ho cercato John Azah e signora, del Ghana. Il loro “piccolo Azah”, nato nel 1968, è diventato un sacerdote amatissimo prima in Ghana e ora negli Stati Uniti. Ecco quello che hanno detto:

“Fin dall'infanzia, abbiamo capito che nostro figlio Perry sarebbe diventato uno strumento speciale nella famiglia per il suo stile di vita. Ci guidava spesso nelle devozioni familiari; è anche diventato la guida di alcuni gruppi vocazionali nella chiesa del villaggio.

È umile, rispettoso, amorevole, dal cuore limpido, onesto, gentile con gli altri, pronto ad assistere chiunque abbia bisogno del suo aiuto. Aiuta gli anziani e le vedove nella comunità, e cerca sempre di avere un ruolo di guida ovunque si trovi. Aveva solo cinque anni quando ha iniziato la sua educazione formale, anche se gli insegnanti all'epoca dicevano che era troppo piccolo. Ha dimostrato loro che si sbagliavano quando è andato bene agli esami”.

È un'immagine che colpisce: il figlio dei signori Azah che guida le devozioni familiari con gioia, solennità e fede. Questi aspetti di santità sono spesso indici di una vocazione al sacerdozio.

Nella storia della Chiesa, anche la curiosità intellettuale e lo studio sono spesso legati a un'inclinazione al sacerdozio. Malgrado la lotta con le malattie, così come le difficoltà della guerra e dell'Inquisizione, Sant'Ignazio ha studiato sodo per dieci anni, conseguendo tre lauree negli anni Trenta del Cinquecento. Il rigore intellettuale, in materie non solo teologiche e filosofiche ma anche “mondane” come l'economia, l'astronomia o la medicina, sono una firma dell'ordine che ha fondato, i Gesuiti, da 500 anni.

Anni fa aspettavo nella biblioteca dell'appartamento al quarto piano del Palazzo Apostolico. Pensando “Mi chiedo cosa legga il papa”, ho scorso i testi che si trovavano in una libreria a vetri. C'erano gli scritti di 37 santi diversi, i Dottori della Chiesa. Nessun dubbio. Era un grande curriculum per chi aspirava al sacerdozio.

Coraggio e rifiuto di essere influenzati da altri possono essere una virtù quando è presente anche la lealtà. Santa Caterina da Siena manifestava queste caratteristiche in un'epoca di persecuzione e complessità politica.

Un sacerdote deve avere anche misericordia ed empatia. Tra i santi, il fondatore dei Redentoristi, Sant'Alfonso Maria de' Liguori, è noto per la sua grande capacità di ascoltare quanti andavano a confessarsi e di incoraggiare un cambiamento di cuore con gentilezza più che con rimproveri. Il Curato d'Ars, San Giovanni Maria Vianney, possedeva le stesse qualità e ha fatto convertire un intero villaggio in Francia.

La maturità psicologica e quella psico-sociale sono qualità definite in modo vago ma importanti per qualsiasi sacerdote. La maturità psicologica implica il fatto di avere un forte sistema di sostegno da parte di famiglia o amici. La capacità di far fronte alla solitudine è essenziale. Sapere come sviluppare rapporti emotivi profondi e costruttivi sia con uomini che con donne è forse il principale indicatore di maturità psicologica. Ciò può essere presente in persone anche di età liceale ed essere assente in altre più grandi.

Essere capaci di condurre la propria vita e di esprimere la propria sessualità all'interno della bimillenaria tradizione della Chiesa è ovviamente un requisito chiave per i futuri sacerdoti.

Come descritto nel libro The New Men, quando il cardinale Dolan di New York era direttore del Collegio Nordamericano di Roma alla metà degli anni Novanta, usava un metodo estremamente diretto e schietto per determinare questo.

Molto prima della loro laurea, Dolan riuniva i seminaristi e diceva loro: “Avete qualche questione in sospeso sulla masturbazione? Leggete qualsiasi tipo di rivista pornografica, anche solo un po'? Avete attualmente relazioni con donne o uomini che hanno una componente sessuale? Se rispondete 'sì' anche a una sola di queste domande dovete andarvene ora e nessuno vi stimerà di meno”. Dolan metteva sul tavolo le aspettative per il presente e il futuro in modo semplice, chiaro e responsabile.

Tornando a farci guidare dai veri esperti, i signori Azah, ho capito il ruolo fondamentale della famiglia nell'allevare un buon sacerdote.

“Pensiamo che un background familiare buono e giusto sia il prerequisito di tutte le vocazioni della vita”, dicono gli Azah, “e il sacerdozio non fa eccezione. I genitori che sono uniti e assumono i propri impegni di fede seriamente instilleranno questa fede nei loro figli, perché i figli crescendo imparano dai genitori. Il nostro impegno nei confronti della Chiesa e della preghiera è il risultato del fatto che Dio ha chiamato nostro figlio a diventare sacerdote della Chiesa cattolica.

Consigliamo a tutti i genitori di giocare bene il proprio ruolo di genitori responsabili non indietreggiando di fronte al proprio ruolo o permettendo ai figli di fare per conto proprio in tenera età, perché quando i figli sono ben formati e vengono dati loro gli strumenti di vita necessari e una solida base cristiana, faranno bene nella vita; e soprattutto, diventeranno splendidi sacerdoti per la Chiesa di Dio”.

—–
William Van Ornum insegna Psicologia presso il Collegio Marista ed è direttore della ricerca e sviluppo/borse di studio presso l'American Mental Health Foundation a New York City. Ha studiato Teologia e Sacra Scrittura alla DePaul University.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
psicologia
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