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Il Vangelo di Barnaba: una “scoperta” già nata vecchia

© Public Domain

Emanuele D'Onofrio - Aleteia - pubblicato il 23/05/14

Professor Estrada, come giudica l’idea che Gesù non sarebbe stato crocifisso?

Estrada: Ci sono diversi vangeli attribuiti ad apostoli o a colleghi degli apostoli. Tra loro c’è questo Vangelo di Barnaba. Questi vangeli non sono nuovi, alcuni si conoscono già da tempo. Specialmente dalla seconda metà del XX secolo ne sono apparsi molti, ma non sono stati pubblicati tutti insieme, proprio per costruire un effetto di maggiore pubblicità.
Che Gesù non è stato crocefisso non è un’idea nuova. Esiste una corrente eretica, cioè deviazionista, che risale all’inizio del Cristianesimo e che si chiamava Gnosticismo. Per gli gnostici c’erano due realtà essenziali: lo spirito e la materia. Secondo loro lo spirito è superiore, perciò qualunque cosa sia “materiale” è cattiva. Loro sostenevano che Gesù non aveva avuto un corpo reale, perché se avesse avuto un corpo reale sarebbe stato composto di “materia” e dunque sarebbe stato imperfetto. Quindi sono stati gli gnostici, già nel II secolo, a negare la resurrezione. Tenga conto che ora una studiosa di Harvard, in America, Karen King, ha pubblicato anche un Vangelo di Filippo e anche un altro successivamente. La studiosa difende la teoria che in realtà l’autentico cristianesimo dei primi secoli era quello gnostico, e non quello che noi conosciamo e professiamo. E’ un’idea un po’ sballata, ma sostenerla vuol dire farsi molta pubblicità.

Questo Vangelo di Barnaba, scritto in area islamica o pre-islamica, mira dunque a creare una continuità tra islam e cristianesimo?

Estrada: Può essere perfettamente così. Teniamo conto che i musulmani, e Maometto, del cristianesimo conoscevano soltanto i Vangeli che noi chiamiamo apocrifi. Sono i musulmani coloro che hanno abbracciato più fortemente la teoria che Gesù non era stato crocefisso, proprio perché per loro era un problema accettare la materia. Molte delle loro teorie sono copiate dallo gnosticismo. Qualche Vangelo con quel nome è menzionato fin dall’antichità. Ma si fa sempre molto clamore intorno a questi Vangeli scoperti di recente: ricordiamo quello di Giuda, per il quale si è fatto un grande chiasso dieci anni fa quando in realtà esso era stato rinvenuto negli anni ’50, durante alcuni scavi in Egitto.

E’ nota la tesi di una crocifissione di Giuda?

Estrada: Questo Vangelo è una spiegazione della dottrina gnostica. Siccome Giuda era tutto materia, allora poteva essere crocifisso; Gesù invece no, poiché era tutto spirito. Entrambe sono posizioni esagerate, perché la fede cristiana professa la realtà di Gesù come materia e come Spirito, come vero Dio e vero uomo. Se poi il Vaticano ne fosse già a conoscenza, penso solo in parte. Certamente gli studiosi di Nuovo Testamento e di letteratura cristiana antica sanno perfettamente che esistevano alcuni documenti che non sono sopravvissuti perché, presentando teorie un po’ sballate che volevano dare un altro senso al cristianesimo e rappresentavano correnti po
co seguite, si sono estinte da sole. Dunque, che questo manoscritto possa essere un factum medievale, è perfettamente possibile: l’islam comincia a prendere forza nel secolo VII, ed è da allora che comincia a cercare documenti che possono giustificare la loro linea dottrinale e le loro idee. Un documento come questo sarebbe per loro adatto.

E perché San Paolo viene giudicato un impostore?

Estrada: Le critiche a San Paolo nascono sicuramente nel Giudaismo. Paolo predicava che non erano più necessarie la Legge e le sue opere per la salvezza, che basta la fede in Gesù Cristo. Poi accade che altri accusano Paolo di falso proprio perché poneva l’accento sulla crocifissione di Gesù. Ricordiamo che nella prima lettera ai Corinzi Paolo dice: “noi predichiamo Gesù crocifisso che è scandalo per gli Ebrei e follia per i pagani, mentre per noi è potenza di Dio e salvezza di Dio”. Questo paradosso che Paolo presenta non è accettato da alcuni, e per questo viene demonizzato.

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Tags:
gnosticismoreligionevangeli apocrifi
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