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​Il “papa nero” si dimette come Benedetto XVI

Adolfo Nicolas

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Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 23/05/14

P. Adolfo Nicolás, preposito generale della Compagnia di Gesù, ha annunciato che presenterà la rinuncia all’incarico, l’unico a vita tra gli ordini religiosi

Si può dire che Benedetto XVI abbia fatto “scuola”: anche il generale dei gesuiti, popolarmente indicato come “papa nero”, Adolfo Nicolás, ha comunicato la decisione delle dimissioni dall’incarico che viene svolto a vita. In realtà, pure il suo predecessore, Peter-Hans Kolvenbach ha dato le dimissioni al raggiungimento degli ottanta anni.

“Cari fratelli, sono già trascorsi diversi anni dalla mia elezione a Superiore generale della Compagnia e ho compiuto recentemente 78 anni. Considerando gli anni che si stanno avvicinando, sono giunto alla convinzione personale che devo fare i passi necessari per presentare la mia rinuncia a una Congregazione Generale…”. Inizia così la lettera che padre Adolfo Nicolás ha indirizzato ai circa 17 mila gesuiti di 112 nazioni del mondo (Il Corriere della Sera 22 maggio).

Padre Nicolás era stato eletto Preposito generale della Compagnia di Gesù – il ventinovesimo successore del fondatore Sant’Ignazio di Loyola – nel 2008. Prima dell’elezione era stato per 43 anni missionario in Giappone – dove ha insegnato alla Sophia University di Tokio – e in Corea del sud. Nato nel 1936, compirà 80 anni nel 2016.

Per questo ha deciso di avviare il percorso che tra due anni lo porterà a presentarsi dimissionario alla trentaseiesima Congregazione dei gesuiti chiamata ad eleggere nel 2016 il nuovo padre generale. L’evento ha carattere straordinario perché il superiore generale dei gesuiti, a differenza di tutti gli altri ordini religiosi, viene eletto a vita, come il pontefice ed è per questo che viene definito popolarmente il “papa nero”.

In precedenza era capitato solo due volte che un superiore dei gesuiti lasciasse prima della morte: è accaduto con p. Kolvenbach, a capo della Compagnia dal 1983 al 2008 e con p. Pedro Arrupe che nel 1980in un momento di tensione con la Santa Sede, presentò le sue dimissioni a Giovanni Paolo II, che le respinse: un anno più tardi, però, Arrupe fu colpito da un ictus e Wojtyla inviò un suo «delegato personale» commissariando di fatto la Compagnia (Il Corriere della Sera 22 maggio).

Come per Benedetto XVI, è l’avanzare dell’età e la consapevolezza che la complessità delle situazioni richiede energie adeguate, a motivare la decisione di p. Nicolás.

Della decisione è stato informato Papa Francesco – come richiede lo speciale quarto voto di obbedienza al pontefice che è proprio dei gesuiti – e i quattro “assistenti ad providentiam “ che aiutano il superiore generale nel governo della Compagnia (uno di essi è il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi) dai quali, scrive Nicolás, ha “ottenuto l’iniziale approvazione”.  Nicolás ha consultato anche i “provinciali”, cioè i padri che guidano le 83 province dei gesuiti nel mondo . Le dimissioni del Superiore dovranno essere accolte, almeno formalmente, dalla trentaseiesima Congregazione generale (Il Corriere della sera 22 maggio).

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