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Amare anche con l’istinto

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Non tutto ciò che è istintivo è negativo, così come non tutto ciò che è spirituale è positivo

Abbiamo la tendenza a considerare positivo tutto ciò che ha a che vedere con lo spirito, e riteniamo negativo quello che è collegato alla carne.

Ci sono persone esperte nel rendere soprannaturale tutto ciò che avviene loro. Quando non sanno far fronte al proprio mondo interiore, al loro amore istintivo, al caos dell’anima, portano tutto nel campo spirituale, nel tentativo di riprendere il controllo sulla propria vita. Dicono che la sola soluzione è pregare, per risolvere tutto.

Ma non è così semplice. Abbiamo bisogno di conoscere il nostro cuore, di comprendere i processi dell’anima.

A volte avremo bisogno dell’aiuto di qualcuno che ci dia un po’ di oggettività e ci aiuti a guardare a noi stessi con una certa distanza. Non è facile, né tutto si risolve recitando un Padre Nostro.

L’amore è un’arte che impariamo nella vita. Un’arte che pratichiamo partendo dal cuore di Dio. L’amore istintivo, che tante volte ci sconcerta, non è negativo in sé, non è necessariamente peccato. Non tutto è peccato.

Diceva padre Kentenich: “Questo amore istintivo è il precursore, l’accompagnatore e il coronamento di uno spiccato amore soprannaturale. Non si deve vedere qualcosa di male in questo, perché è una cosa genuina, salutare in sé. C’è una forza molte volte indomabile. Quante cose si raggiungono con un amore istintivo! Ciò che l’amore soprannaturale può raggiungere senza quello istintivo in genere è molto poco. Ciò che l’amore istintivo può raggiungere senza quello soprannaturale è in genere moltissimo”.

L’amore istintivo ha bisogno di essere chiarito e integrato nell’amore spirituale e soprannaturale, ma questo amore istintivo è la forza che ci porta a lottare per la vita, a donarci, ad amare senza paura, a fare pazzie per amore. Ma può presentare anche dei pericoli.

La via non consiste allora nel rendere tutto soprannaturale. È necessario accettare questo amore istintivo e integrarlo nell’amore di Dio seminato nel cuore.

È pericoloso anche separare il soprannaturale da ciò che è istintivo e soprannaturale. I tre tipi di amore hanno bisogno di essere intimamente uniti.

Per questo, non basta avere un forte amore soprannaturale, un amore profondo per Dio. Non basta vivere ancorati al tabernacolo, fuggendo dalla vita che ci sembra insicura. È necessario che ci sia una complementarietà con l’amore naturale e istintivo.

Padre Kentenich commentava circa l’amore soprannaturale: “Quando questo amore resta solo nella sfera soprannaturale e non cerca una complementarietà nell’amore naturale e istintivo, finisce per diventare malato. Quando l’uomo vive in una grande distanza, per un po’ questo attira, ma presto o tardi comporta il rischio di sperimentare una caduta, cadere dalle grandi altezze alla sensualità più bassa”.

Le deviazioni avvengono anche quando l’amore soprannaturale si separa dall’amore spirituale, naturale e istintivo. Non si tratta di vivere prigionieri di un amore soprannaturale che ci allontana dalla realtà, ma di tenere i piedi ben saldi a terra.

Gesù si è fatto uno di noi. Ha amato come amiamo noi, ma senza peccato. Ha amato con un amore istintivo, con la sua carne, con la sua anima, ma in lui c’era quell’armonia che ci manca. Egli ci ha insegnato a comprendere che possiamo amare senza paura.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

 

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