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​Il Lazio punta sui giovani del Servizio civile

© Public Domain
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Presentata una proposta di legge per i giovani tra i 18 e i 28 anni, anche stranieri, che investe sulla formazione e il riconoscimento dell’esperienza acquisita

Quasi in contemporanea con il presidente del consiglio Matteo Renzi che ha lanciato online la consultazione su un progetto di riforma del Terzo Settore di cui costituisce un elemento rilevante la proposta di servizio civile universale per 100 mila giovani all’anno (nel primo triennio), della durata di otto mesi prorogabili di altri quattro, al quale possono partecipare anche gli stranieri, il Consiglio regionale del Lazio ha varato la sua proposta di legge sul servizio civile regionale. Il provvedimento prevede l’istituzione di un fondo regionale dedicato – con risorse della Regione, nazionali, comunitarie e donazioni destinate alla formazione – stimato per ora in 6 milioni di euro, sufficienti per garantire il percorso a circa mille ragazzi.

Giovani italiani e stranieri residenti nel Lazio che abbiano tra i 18 e i 28 anni potranno svolgere il servizio civile con una durata tra i 9 e i 12 mesi e un impegno settimanale dalle 25 alle 30 ore per tre o sei giorni a settimana. Sarà possibile prestare servizio anche all’estero, per un periodo minimo di 6 mesi. I settori di impiego spazieranno dalla tutela dei diritti sociali e di cittadinanza ai servizi alla persona, dall’educazione e promozione culturale alla salvaguardia e fruizione del patrimonio ambientale, storico e artistico, fino a protezione civile e legalità.
 
“Il servizio civile come impegno per la costruzione della propria comunità, perché i giovani siano parte attiva della società della propria Regione. Un impegno civile fondato sui valori di giustizia, solidarietà, inclusione, multiculturalismo, rispetto per l’ambiente, tutela dei diritti sociali e cooperazione”. Ha spiegato così il senso dell’iniziativa Cristina Avenale, consigliere regionale del Gruppo per il Lazio e promotrice della proposta di legge (abitareroma.net 15 maggio). L’intento, secondo Avenali, è di offrire uno strumento innovativo inteso sia come “facilitatore per una esperienza formativa” che “trampolino di lancio per l’accesso al mondo del lavoro”.
 
E’ prevista l’istituzione di un albo degli enti e delle organizzazioni di servizio civile regionale cui si accompagneranno iniziative di formazione generale e specifica dei giovani, degli operatori e dei responsabili rispetto alle quali la Regione eserciterà un ruolo di programmazione, indirizzo e monitoraggio (cinque quotidiano.it 15 maggio).
 
Elementi innovativi in questa prospettiva formativa sono il riconoscimento del servizio come credito formativo grazie all’accordo con Università e istituti di formazione, il riconoscimento del servizio in termini di punteggio se si partecipa a un concorso regionale e soprattutto la validazione delle competenze acquisite, “perché c’è bisogno – ha sottolineato l’assessore alla politiche sociali della Giunta Zingaretti, Rita Visini – che la Regione fornisca ai volontari una certificazione spendibile nel mercato del lavoro di quello che hanno imparato nel tempo del servizio”. “Non è un caso – ha aggiunto l’assessore Visini – che questa proposta arrivi proprio mentre il governo Renzi presenta le sue linee guida di riforma del Terzo settore  e non è un caso che ci siano tantissimi elementi in comune fra il testo dell’esecutivo e questa proposta di legge: tanto il governo quanto la Regione Lazio hanno intuito che c’è bisogno di cambiare il paradigma del sociale e passare a un modello di welfare partecipativo, aperto alle realtà sociali, e che un welfare riformato in questo senso passa anche dal servizio civile” (Il Velino 14 maggio).
 

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