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Famiglie fedeli alla chiamata di Dio

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Dimensione Speranza - pubblicato il 14/05/14


L’Esodo ci attesta inoltre un’esperienza di liberazione che riguarda tutte le famiglie di Israele: uomini, donne e bambini, che diventano "popolo di Dio" camminando nel deserto fra dubbi, certezze e prove, .facendo e ascoltando. (cfr. Es 24,7-8) gli insegnamenti rivelati al Sinai come "via" di libertà: è l’aver scelto di "servire" il Dio di Israele che rende liberi dalla schiavitù del Faraone (cfr. Es 3,12). Non a caso la lingua ebraica utilizza un unico termine, ‘avodah, per indicare sia il lavoro servile che il servizio cultuale; la differenza è data dal "padrone" che si serve: se è un tiranno il servizio può diventare schiavitù, ma se è il Dio dell’alleanza il servizio diventa esperienza liberante. Il popolo di Israele, rimanendo fedele al Signore e alla sua promessa, con l’esperienza dell’Esodo passa pertanto dalla servitù al servizio, che implica l;adesione a una prassi orientata alla testimonianza di una vita santa (cfr. Es 19,5-6 e Lv 19,2).

2.3 Ruth e Boaz: fedeltà, amore e "riscatto"

Prendiamo ora in considerazione il matrimonio fra Ruth, rimasta vedova, e Boaz, parente del suo marito defunto.

Ruth è una moabita, quindi appartenente ad un popolo straniero rispetto al popolo ebraico, la quale (nel contesto della vedovanza che la rende libera dal suo legame con il popolo di Israele) decide di rimanere comunque con la suocera Noemi abbracciando la sua tradizione:

Noemi le disse la Ruth]: .Ecco, tua cognata è tornata al suo popolo e ai suoi dei; va anche tu dietro a tua cognata.. Ma Ruth rispose: -Non forzarmi a lasciarti e ad allontanarmi da te; perché dove tu andrai, andrò anch’io; e dove tu dimorerai anch’io dimorerò; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio. (Rt 1,15-16)12.

Ecco il semplice, e allo stesso tempo grande, evento narrato: l’amore di Ruth per Noemi, la sua disponibilità a seguirla rinunciando alla sua patria, alle sue tradizioni e alla sua famiglia di origine, le permettono di incontrare il Dio di Israele senza conoscere ancora pienamente le implicazioni a questa scelta collegate. Sarà infatti attraverso Boaz, un parente di Noemi, che Ruth verrà "riscattata" (cfr. Rt 2,20) attraverso un matrimonio che garantirà proprio attraverso di lei la dinastia davidica (cfr. Rt 4,lss.).

Nelle narrazioni relative ai momenti d’incontro fra Ruth e Boaz, emerge un significativo legame fra l’amore di Ruth per Noemi e la protezione divina nei sui confronti:

[Boaz disse a Ruth: .Mi è stato raccontato tutto quello che hai fatto a tua suocera dopo la morte di tuo marito, che hai lasciato tuo padre e tua madre e la tua terra nativa e sei venuta presso un popolo che non avevi mai conosciuto. Ripaghi il Signore l’opera tua e sia piena la tua ricompensa da parte del Signore Dio di Israele sotto la cui ala sei venuta a rifugiarti. (Rt 2,12)13.

La fedeltà a Dio in questo caso si manifesta nel contesto di un rapporto famigliare connotato dal segno dell’amore, nella relazione di una nuora con la suocera che non sempre si rivela una relazione facile. Inoltre la vicenda inizia da una vedovanza derivata da un matrimonio misto, una situazione non facilmente accolta dalla tradizione del popolo di Israele in quanto considerata a rischio ai fini del senso di appartenenza e dell’identità, che si rivela invece provvidenziale per la storia della salvezza.

Alcuni commenti rabbinici, che cercano di spiegare l’etimologia del nome di Ruth, così si esprimono al riguardo:

Ruth si chiamò così perché vide/prese in considerazione le parole della suocera14.

E ancora:

Disse R. Jochanan: "Perché si chiamava Ruth? Perché per i suoi meriti da lei doveva discendere Davide che colmò il Santo, benedetto Egli sia, di inni e canti" 15.

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Tags:
famiglia
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