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​Se in ospedale arriva l’allegria…

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Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 14/05/14

L’associazione “Il pianeta dei clown” regala un sorriso a pazienti piccoli e grandi

“Bambino” e “ospedale” non sono parole che si accostano bene. Insieme evocano il grigio e la malinconia. Il posto di un bambino è in un parchetto a giocare a calcio con gli amici o sullo scivolo a salire e scendere mille volte: basta pensarci e vengono in mente i colori. Però i bambini in ospedale ci sono e a volte per curarsi ci restano a lungo. E così qualcuno ha deciso di portare il colore e l’allegria nei reparti di pediatria degli ospedali e poiché le risate fanno bene anche ai grandi, ha esteso il “campo d’azione” ad altri reparti  e persino alle case di riposo dove gli anziani tornano bisognosi di cure come bambini. E’ nata così l’associazione “Il pianeta dei clown. Clown in corsia” attiva negli ospedali di Novara, Vercelli, Borgosesia, Borgomanero e Magenta. Lo spiega ad Aleteia il presidente dell’associazione, Luciano Buscemi, che insieme ad una delegazione di volontari ha partecipato all’udienza generale del 14 maggio di Papa Francesco.

La vostra filosofia è che una risata è la migliore medicina, è così?

Buscemi: Sì, noi crediamo che il sorriso possa portare se non un miglioramento della malattia, quanto meno ad un po’ di sollievo sia per i bambini che per gli adulti. Portare allegria nei reparti ospedalieri aiuta a cambiare la condizione di degenza dei malati.

In che modo “operate” in ospedale?

Buscemi: La nostra è un’associazione di volontari nata nel 2006. All’inizio eravamo in venti, poi con il tempo e attraverso dei corsi di formazione annuali, siamo arrivati a cento. Proprio perché siamo dei volontari possiamo prestare a questa attività solo il fine settimana. Con il consenso dei responsabili ci dividiamo in gruppi nei reparti di pediatria, medicina, oncologia. Giochiamo con i bambini ma parliamo anche molto con i loro genitori e anche con gli adulti ricoverati in ospedale: a volte conversare con noi aiuta tante a persone ad alleviare la solitudine. E’ lo stesso bisogno che troviamo durante le visite alle case di riposo.

Tra i progetti che curate c’è “Cameretta mia”: di cosa si tratta?

Buscemi: Ci siamo accorti che le camerette dei bambini in ospedale non sono diverse da quelle degli adulti, con gli stessi arredamenti e colori asettici. Così abbiamo pensato di realizzare un ambiente più a misura di bambino. Con l’aiuto di aziende e privati siamo riusciti a portare nel reparto di pediatria dell’ospedale di Novara lettini e arredamenti colorati e abbiamo coinvolto gli studenti del liceo artistico per realizzare quadri e disegni che rallegrano le pareti. Abbiamo intenzione di fare lo stesso a Borgomanero. Sempre a misura di bambino, in collaborazione con la Croce Rossa di Novara, abbiamo realizzato l’”ambulanza del sorriso” mettendo a disposizione un mezzo caratterizzato da disegni e pupazzi per il trasporto dei bambini oncologici verso gli ospedali di Milano e Torino.

Che cosa l’ha colpita di più in questi anni di attività dell’associazione?

Buscemi: Quello che si riceve. Noi diamo tanto, ma riceviamo indietro tanto di più, un entusiasmo che ci spinge a fare sempre meglio. Incontrare per strada un bambino che mi dice: “ehi, dottor Pongo, sono guarito!” è qualcosa di impagabile.

Papa Francesco è un testimonial perfetto dell’importanza del sorriso…

Buscemi: All’udienza abbiamo portato con noi uno striscione con il logo dell’associazione e la frase “Papa Francesco con la sua simpatia coglie la nostra allegria”. Lui regala tanti sorrisi e fa tanto bene alla gente. Per questo gli abbiamo lasciato un cofanetto con una poesia che si può trovare anche sul nostro sito (www.ilpianetadeiclown.it) e che hanno scritto i bambini di una prima elementare: la “filastrocca del sorriso”. Leggetela: è impossibile non sorridere!

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