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Soloni e tromboni (anche in tonaca) e due piccole-grandi donne cristiane

Asia News

<p>Aka Gilyo / Flickr / CC<br /> <b>Your signature to save Asia Bibi and Pakistan.</b><br /> An online petition (to be sent to AsiaNews, or directly to the President of Pakistan) for the revocation of the death sentence for a Christian woman sentenced to hang for blasphemy. <a href="http://www.asianews.it/news-en/Your-signature-to-save-Asia-Bibi-and-Pakistan-19997.html" rel="nofollow">&rarr;</a>;</p> <p>image &copy; Asia News</p> <p><b>Raccolta di firme per salvare Asia Bibi</b><br /> Asia Bibi, la contadina cristiana condannata per blasfemia in Punjab ( Pakistan) il 7-11-2010.<br /> L&#039; agenzia di stampa Asia News sta efettuando una raccolta di firme: <a href="http://www.asianews.it/notizie-it/La-tua-firma-per-salvare-Asia-Bibi-e-il-Pakistan-19997.html" rel="nofollow">&rarr;</a>.</p>

Antonio Socci - Lo Straniero - il blog di Antonio Socci - pubblicato il 12/05/14

In America invece sono rimasti così colpiti da quello che lei ha fatto da dedicarle un film, uscito due anni fa col titolo “Girl soldier”, dove la suora lombarda è interpretata da Uma Thurman (suor Rachele nel 2011 era stata anche premiata da una fondazione statunitense).
La sua vicenda è analoga a quella in corso. Nel 1996 il Nord dell’Uganda era terrorizzato dai sanguinari guerriglieri della LRA, dediti a incendiare villaggi, massacrare, violentare, fare schiavi donne e bambini che venivano pure costretti a combattere e perfino ad ammazzarsi fra loro.
La sadica specialità del LRA era la mutilazione delle sue vittime per i motivi più banali.
Questi criminali il 9 ottobre 1996 irruppero nella scuola femminile di Aboke e rapirono 139 ragazzine fra i 13 e i 16 anni. Per i soliti scopi.
Suor Rachele, che allora aveva 50 anni ed era insegnante e vicepreside di quella scuola, angosciata e indignata decise follemente di andare nella foresta per raggiungerle e farle liberare.
Sapeva che quasi certamente sarebbe stata massacrata, ma andò ugualmente con un coraggio da leoni e soprattutto una sconfinata fede in Dio e un infinito amore per quelle ragazzine.
Raggiunta la banda criminale fu portata dal pazzo sanguinario che la comandava. La suora si inginocchiò davanti a lui chiedendogli di liberare le giovinette.
Trattò per sei ore e alla fine ne riportò a casa 109. Provò in tutti i modi e salvare anche le altre trenta, si offrì in cambio di loro, ma non riuscì.
In seguito ad Aboke dette vita a un’organizzazione per la liberazione delle ragazze rapite (e altre nove furono salvate) ottenendo l’appoggio pure di Giovanni Paolo II e di parlamentari occidentali.
In questi giorni un blog cattolico, “La nuova bussola quotidiana”, ha ricordato questa vicenda con un articolo di Anna Bono. La storia di suor Rachele è stata raccontata anche da Rodolfo Casadei nel libro “Tribolati, ma non schiacciati. Storie di persecuzione e di speranza”.
Suor Rachele è una vera testimone del bene. E la Chiesa è piena di persone così straordinarie, perlopiù lontane dai riflettori. Ignorate dai media.

LA LEZIONE DI ASIA

Vogliamo parlare dell’eroica mamma pakistana Asia Bibi, da anni incatenata in un lurido e buio carcere (e condannata a morte) solo perché cattolica?
Il caso di questa mamma coraggio che non rinnega Gesù Cristo e non ha mai parole di odio per i suoi aguzzini interessa a qualcuno?

Carlo De Benedetti, chiamato “il Sor genio”, di recente ha elegantemente definito “una fogna” il Vaticano. Tuttavia nei suoi giornali – laicisti e clericali al tempo stesso – si dedicano pagine e pagine a tonache e curiali vari, non a testimoni come suor Rachele o Asia Bibi.
Invece – come ebbe a dire il cardinale Ratzinger – “le vie di Dio sono diverse: il suo successo è la croce… non è la Chiesa di chi ha avuto successo ad impressionarci, la Chiesa dei papi o dei signori del mondo, ma è la Chiesa dei sofferenti che ci porta a credere, è rimasta durevole, ci dà speranza. Essa è ancora oggi segno del fatto che Dio esiste e che l’uomo non è solo un fallimento, ma può essere salvato”.

TRAGEDIA DEI CRISTIANI

Un’ultima osservazione. La campagna internazionale su Twitter – di cui si è detto – è stata lanciata da Malala Yousafzai, la giovane pakistana che subì un attentato e che si batte per il diritto all’istruzione delle donne.
Evidentemente è per questo che la vicenda delle studentesse nigeriane ha colpito l’attenzione dei salotti che contano.
Se si fosse saputo che
erano state catturate perché cristiane (in effetti in gran parte sono cristiane) è probabile che invece di tanta attenzione ci sarebbe stata indifferenza.
Come in altri casi analoghi (di recente anche dei missionari cattolici sono stati rapiti dai terroristi in Africa, ma nessuno se ne interessa).

In alcuni paesi islamici come il Pakistan, il paese di Malula, sono centinaia ogni anno le ragazze cristiane rapite, violentate, picchiate, costrette a farsi musulmane e poi vendute o forzate a sposare un musulmano. E’ una notizia delle settimane scorse della stampa internazionale, ripresa in Italia da “Tempi” (che ha riferito, per esempio, la storia della quindicenne cristiana del Pakistan Nadia Naira).
Ma di queste ragazze cristiane il mondo occidentale si disinteressa. Impegnato com’è a twittare, a cianciare di bene e a lanciare disprezzo sulla Chiesa.

Qui l’originale

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Tags:
clericalismocrocelaicismo
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