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“Viva gli anziani”: 10 anni di aiuto con Sant’Egidio

© Public Domain

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 08/05/14

L’obiettivo è creare una rete di sostegno e solidarietà nel quartiere. Oltre 280 mila gli interventi effettuati

Ha compiuto dieci il progetto “Viva gli anziani” della Comunità di Sant’Egidio per gli anziani di Roma. Nato nel 2004 anche su impulso del Ministero della Salute ha assistito oltre novemila persone over 75 e 11 mila coinvolte nelle reti di prossimità. Come nota il settimanale online della diocesi di Roma, già allora nel progetto risultava “chiara la grande novità che, con questo strumento, Sant’Egidio introduceva nella lotta all’isolamento sociale della popolazione anziana di Roma” (roma.sette.it 8 maggio). 

Attualmente, ''Viva gli anziani'' si occupa di 4 mila anziani residenti in tre rioni, ma la Comunità di Sant'Egidio conta di estenderlo anche ai rioni Monti e Borgo/Prati. Fino ad oggi, gli interventi effettuati sono stati 280 mila, di cui 250 mila telefonate (a cadenza mensile) e 30 mila visite domiciliari e interventi specifici di servizio sociale (repubblica.it 7 maggio).

Il punto sul progetto è stato fatto in un convegno dove è intervenuto anche il Ministro della salute Beatrice Lorenzin. Obiettivo di “Viva gli anziani” è creare una vasta di rete di sostegno e solidarietà intorno agli anziani del quartiere, così da garantire loro sia assistenza in casi di emergenza o eccezionali, che soluzioni più durature nel tempo in caso di isolamento sociale, indigenza, malattie croniche, perdita dell'alloggio. In alcuni casi, infatti, i volontari di Sant'Egidio hanno messo in contatto persone che avevano perso la casa con altre che avevano difficoltà a vivere da sole, hanno creato una rete di assistenza intorno a persone anziane e sole che, rientrate da lunghi ricoveri in ospedale, avevano bisogno di aiuto costante o che avevano perso la capacità di occuparsi di se stesse e di svolgere le più semplici attività quotidiane (repubblica.it  7 maggio).

 Il Ministro Lorenzin nel suo intervento ha spiegato che questi progetti di aiuto “riducono del 10 per cento i ricoveri in ospedale” (Adnkronos 7 maggio). Il ministro l’ha definita  un’iniziativa ''estremamente lungimirante; un modello che conviene e che deve essere esteso; una dimensione complessa che va generalizzata; una filosofia basata sul principio di sussidiarietà, che mira a rompere la solitudine delle persone''. Infine, ma non da ultimo, un programma che richiede ''un uso ridotto di risorse, con risparmi significativi per il Servizio sanitario nazionale che oggi si trova di fronte ad un problema di sostenibilità”, dovuto sia alla crisi economica che all'andamento demografico (Asca 7 maggio).

Romasette (8 maggio) racconta anche qualche episodio di solidarietà come quello di Edda, sfrattata, che ha conosciuto Vincenzina, 84 anni. Lo sfratto non è più stato un problema: “Conviviamo ormai da parecchi anni nella sua casa di Monteverde dove mi ha invitata ad abitare, anche se – scherza Edda – ogni tanto litighiamo perché ha un caratteraccio”. Nel corso del convegno il demografo Gianpiero Dalla Zuanna ha parlato di ''un'azione lungimirante che guarda ad un futuro sostenibile del welfare, utilizza le tecnologie più sofisticate e favorisce la prevenzione delle problematiche derivanti da una transizione demografica che in 30 anni ha cambiato il volto del paese allungando di dieci anni, da 70 a 80, l'aspettativa di vita della popolazione'' (sant’egidio.org 7 maggio).

Tags:
anzianibeatrice lorenzincomunita sant egidiosistema sanitario nazionalewelfare
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