Una situazione drammatica che è frutto delle ingerenze straniere
Una situazione drammatica che è frutto delle ingerenze straniere
Nel frattempo, i Boko Haram, continuano a ricevere aiuti militari dal Camerun, Ciad e Niger, a riprova dell’esistenza di legami con organizzazioni quali al Qaida nel Maghreb islamico, come peraltro ben documentato da oltre tre anni dall’intelligence nigeriana. Sta di fatto che l’accresciuta attività dei Boko Haram va anche inserita nel contesto dei fragili equilibri politici e sociali della Nigeria. Il loro obiettivo, infatti, è quello di destabilizzare l’intera nazione, strumentalizzando la religione per fini eversivi.
L’arresto di Yusuf, morto in prigione in circostanze misteriose, ha di fatto lasciato spazio a una forte segmentazione del movimento in varie cellule. Col tempo, però si è affermata la componente estremista, responsabile del sempre più sistematico ricorso alla violenza. Ma per comprendere i tratti fisiognomici del movimento eversivo, vi sono due ricercatori che hanno fornito delle utilissime indicazioni. Secondo Eric Guttschuss, ricercatore di Human Rights Watch, che ha raccolto numerose testimonianze tra alcuni ex adepti di Yusuf, quest’ultimo riusciva ad adescare con successo giovani seguaci tra i disoccupati “parlando loro male della polizia e della corruzione politica”. Abdulkarim Mohammed, un altro autorevole studioso di Boko Haram, ritiene, comunque, che le insurrezioni violente in Nigeria siano dovute “alla frustrazione per la corruzione e al malessere sociale sulla povertà e la disoccupazione”. Non sorprende allora sapere che un portavoce di Boko Haram abbia dichiarato nel 2012 che Ibrahim Shekarau e Isa Yuguda, ambedue musulmani, rispettivamente governatore dello Stato di Kano e governatore di Bauchi, abbiano entrambi pagato mensilmente il gruppo terroristico.