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Suor María Trullols e il golfétto per papa Francesco

Chaqueta para el Papa – it

© Catalunya Cristiana

Catalunya Cristiana - pubblicato il 07/05/14

Un ringraziamento al pontefice e a Dio per i 50 anni di vita religiosa e la vittoria sul cancro

di Samuel Gutiérrez

Il 14 maggio prossimo, nella tradizionale udienza del mercoledì del Santo Padre, la religiosa Maria Trullols, che attualmente vive a Manresa (Spagna), cercherà di consegnare a papa Francesco un golfétto bianco di lana che ha tessuto con le sue mani e con tutta la speranza del mondo.

“Arrivare a fare una maglia per il Santo Padre era la mia massima aspirazione – ha affermato con entusiasmo la religiosa –. Ora mi mancherà solo di farne un’altra per il Padreterno. Avrò tempo, vero? Tutta l’eternità!”.

Com’è nata l’idea di confezionare un golfétto per papa Francesco?

È un’idea che viene da lontano. Lavoro a maglia da più di trent’anni. Alcune persone mi avevano esortato in varie occasioni a realizzare una giacca per il Santo Padre.

Questo è accaduto già ai tempi del pontificato di San Giovanni Paolo II e in seguito di Benedetto XVI. Io non dicevo di no, ma non sapevo nemmeno bene come farla. La verità è che trovavo l’idea un po’ “pazza”.

Con papa Francesco, però, le cose sono cambiate. Sono stata io a dirgli “Le farò una giacca e gliela consegnerò”.

Come lo farà?

La mia idea era andare a Roma a giugno, ma la vita, a volte, ci fa dei regali. Quest’anno, insieme ad altre consorelle, festeggio 50 anni di vita religiosa. Era un buon motivo per recarmi in pellegrinaggio a Roma per ricevere la benedizione del papa.

Lo faremo dal 12 al 19 maggio, e sarà allora che cercherò di trasformare il mio sogno in realtà: consegnare al Santo Padre la giacca che ho realizzato per lui.

Mi sembra di capire che papa Francesco sia già al corrente di questa avventura…

Sì. Approfittando della visita ad limina dei vescovi catalani, il vescovo Romà Casanova ha consegnato personalmente una mia lettera al Santo Padre e gli ha detto che una religiosa di Manresa sarebbe stata molto felice di fargli un “saco” (giacca in argentino).

Non ha detto nulla, ma ha fatto un gran sorriso. Interpreto, allora, che la vuole. Nella lettera gli esprimevo i tre motivi principali che mi hanno portato a confezionargli la giacca: ringraziarlo per il suo modo di essere, ringraziare Dio per tutto ciò che ho ricevuto nel corso di questi 50 anni di vita religiosa e ringraziare anche perché un anno fa mi hanno diagnosticato un cancro linfatico e ho superato con successo la prima fase.

Come ha saputo la misura giusta?

Ho chiesto a tre persone che vivono a Roma e che conosco di scoprire la taglia del Santo Padre. Una suora che vive nella nostra casa generale, suor Pilar Bas, mi ha risposto e mi ha detto: XXL.

Perché una giacca e non un cappello o delle calze?

Perché ho pensato che la potesse usare. È una giacca bianca, di lana molto buona, sottile ma che riscalda molto. Ha tre motivi: un punto molto semplice ma molto elegante, delle trecce e un “cordone”.

Sono tutti e tre molto significativi per me, perché mi ricordano persone care. Ad esempio, il “cordone” l’ho battezzato da anni “punto del cappellano”.

Estratto da un’intervista pubblicata sul settimanale Catalunya Cristiana

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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