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I figli di famiglie separate: i Gruppi di Parola

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Dimensione Speranza - pubblicato il 07/05/14


Per quanto riguarda la percezione del conflitto genitoriale, sono state considerate tre componenti fondamentali che possono influenzare l’elaborazione della realtà.

La componente emozionale, che dipende dal significato situazionale e soggettivo attribuito all’evento, comprende le emozioni sperimentate dai bambini durante i momenti conflittuali tra i genitori come rabbia, vergogna, paura del conflitto, senso di colpa per la separazione, etc…

La componente cognitiva, che fa riferimento alla modalità con cui i bambini elaborano l’esperienza del conflitto genitoriale, ad esempio provano un senso di impotenza e di impossibilità a modificare la realtà.

La dimensione comportamentale, che riguarda le azioni messe in atto per far fronte all’evento, ad esempio nascondersi e osservare ciò che accade tra mamma e papà.

  • Indicatore riguardante le richieste e le aspettative dei bambini che emergono durante la Letterona, come modalità per non far tacere i loro bisogni e la loro sofferenza.

Considerazioni

Come sostiene Miglietta (2000) "la processualità nel gruppo risente molto delle trasformazioni dei singoli soggetti", per questo motivo è fondamentale considerare le trasformazioni avvenute nei singoli soggetti, oltre che le dinamiche interattive tra i membri. In particolare, di seguito sarà illustrata la sintesi del caso di uno dei bambini che ha partecipato al Gruppo di Parola, sulla base degli indicatori precedentemente descritti.

Durante il Cartellone delle due case i temi emersi riguardano soprattutto l’affidamento dei figli; ad esempio Giorgio spiega come avviene la decisione dei genitori di separarsi e cosa accade davanti al giudice. Inoltre, racconta della difficoltà di vedere il padre per la lontananza e a causa del rapporto conflittuale con i figli della sua nuova compagna.

Durante il Collage, esprime le emozioni attraverso l’uso di immagini come strumento espressivo, le quali raffigurano rabbia e aggressività. Fa riferimento anche ai conflitti virtuali per rappresentarsi un’immagine più chiara e definita di conflitto e per proiettare i vissuti del proprio mondo interno.

Durante la scrittura della Letterona vorrebbe che i genitori urlassero di meno e vorrebbe ricevere più attenzioni. Inoltre, Giorgio esprime una precisa richiesta di informazioni che vorrebbe comunicare ai genitori: "perché vi siete separati?", riflettendo il bisogno di avere delle risposte rispetto a ciò che sta cambiando.

Sulla base dell’analisi svolta è possibile affermare che, attraverso la condivisione delle reciproche esperienze in un contesto di gruppo, i bambini si sono sentiti emotivamente più sollevati. Le attività si sono connotate come dei momenti trasformativi, carichi di significati simbolici, in cui sono emerse le rappresentazioni della situazione familiare.

In conclusione, come afferma Dolto (1991), "il bambino percepisce benissimo la verità in chi è "vivo", in chi cerca di divorziare, e anche in chi "zoppica" […]"; vale a dire bisogna saper cogliere i segnali dei figli in una difficile transizione come il divorzio e sapersi sintonizzare con i loro bisogni, dare uno spazio di parola alla loro sofferenza e non lasciarli in una condizione silente.
Il senso dei Gruppi di Parola è proprio racchiuso in queste parole: dare senso, in uno spazio ed un tempo consono, a ciò che con difficoltà verrebbe condiviso all’interno del contesto familiare.

Bibliografia sintetica

Camara K. A., & Resnick G. (1988). Interparental conflict and cooperation: Factors moderating children’s post-divorce adjustment. In Hetherington E., M. & Aratesh J. (Eds.), Impact of divorce, singleparenting, and stepparenting on children, 169-195, Hillsdale, NJ: Erlbaum.

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Tags:
divorzio
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