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Testo gay in classe, in discussione la libertà educativa?

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DANIEL MIHAILESCU

Aleteia - pubblicato il 30/04/14

Proteste, polemiche e qualche giudizio interessante sul caso del Liceo Giulio Cesare di Roma

Due azioni decise di protesta (militanti di Lotta studentesca con striscione "Maschi selvatici, non checche isteriche" e collettivo di destra Rotta di collisione con la scritta "Emergenza omofollia") si sono scatenate il 28 aprile contro la scelta di alcuni docenti di far leggere ai propri alunni del liceo Giulio Cesare di Roma, il romanzo "Sei come sei" di Melania Mazzucco. Il libro, edito lo scorso anno, racconta la storia di una ragazzina, Eva, figlia di due papà omosessuali, Christian e Giosé. Una famiglia in lutto per la morte del secondo uomo, dall’abbandono quando l’undicenne viene affidata a uno zio perché l’altro genitore non viene riconosciuto come tale e dei compagni di classe di Eva che la scherniscono.

Accusa di pornografia
Nei giorni scorsi, come scrive Repubblica il 24 aprile, l’associazione Giuristi per la Vita e l’associazione Pro Vita Onlus avevano presentato in procura un esposto perché alcuni passi del libro "rivelano, in realtà, un chiaro contenuto pornografico". Alcuni professori della scuola che ha appena compiuto 80 anni erano stati così denunciati per "divulgazione di materiale osceno". Sotto accusa è infatti finito un brano che narra del tema del sesso tra gay.

Problema ipersessualizzazione
Il problema, scrive Avvenire il 30 aprile, non è il sesso dei protagonisti, ma l’età dei lettori. Malgrado le convinzioni di Mazzucco, il fatto che per un adolescente sia fin troppo facile raffazzonare informazioni sulla sessualità e «l’arte amatoria», non è una buona ragione per rincarare la dose. Anzi: «È vero, sul web si trova di tutto e i ragazzi sono esposti ai messaggi inadatti alla loro età. Ma tanto più l’ipersessualizzazione dei bambini e degli adolescenti è un problema grave e ingravescente, tanto più gli adulti devono mediare e modulare ogni informazione sulla sessualità». 

Temi intimi e profondi
Lo psichiatra Tonino Cantelmiparla dall’alto della sua esperienza , forte della sapienza di genitore di cinque figli, «uno che ha frequentato il Giulio Cesare in passato, uno che lo frequenta attualmente, uno che si appresta a frequentarlo». Che sia affezionato al liceo – prossimo a festeggiare gli ottant’anni di attività – sembra indubitale. Eppure non lesina le critiche: «Omofobia e bullismo sono sempre da contrastare. Il modo in cui si decide di agire, però, deve essere rispettoso di tutte le sensibilità, perché si tratta di temi delicati che riguardano le persone e la loro intimità più profonda. La precauzione non è mai troppa – spiega – quando si ha a che fare con l’ipersensibilità dei ragazzi». Il rischio è facile da intravvedere: chi si straccia le vesti accusando il prossimo di oscurantista discriminazione, finisce per discriminare chi ha convinzioni diverse. 

«Al Giulio Cesare è stata messa in discussione la libertà educativa delle famiglie, i docenti si sono arrogati la scelta di decidere quali messaggi trasmettere ai ragazzi e come. Ma la scuola – prosegue Cantelmi – non può entrare a gamba tesa in questioni così delicate, consultare i genitori è doveroso». 

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