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“Il Grande Male” 99 anni dopo

Henry Morgenthau
Picture showing Armenians killed during the Armenian Genocide. Image taken from Ambassador Morgenthau's Story, written by Henry Morgenthau, Sr. and published in 1918.
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Per la prima volta la Turchia porge le condoglianze ai discendenti degli armeni massacrati nel 1915 dal governo ottomano

Sono passati 99 anni da Medz Yeghern, Il Grande male, come gli armeni chiamano la deportazione e lo sterminio di centinaia di migliaia di loro – almeno un milione secondo gli storici – ordinato dal governo ottomano a partire dal 24 aprile 1915. Il governo di Ankara si è sempre rifiutato di riconoscere che si tratti di un genocidio, ma in coincidenza dell’anniversario di quest’anno, per la prima volta il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha presentato le condoglianze del Paese ai discendenti delle vittime dell’eccidio.

 

Attraverso un comunicato, diffuso in nove lingue – tra le quali l’armeno, altro fatto inusuale – alla vigilia della Giornata della memoria degli armeni, Erdogan offre le condoglianze ai "nipoti degli armeni uccisi nel 1915" e auspica che "gli armeni che hanno perso la vita nelle circostanze dell’inizio del XX secolo riposino in pace" (La Repubblica.it 23 aprile).

 

Quello degli armeni in Turchia è considerato il primo genocidio – cioè lo sterminio sistematico e organizzato di un gruppo "nazionale, etnico, razziale o religioso" – dei tempi moderni, trenta anni prima di quello degli ebrei ad opera della Germania nazista. Hitler stesso, nel pianificare l’Olocausto, avrebbe detto che in seguito la storia se ne sarebbe dimenticata come era già avvenuto in relazione agli armeni.

 

Memoria troppo dolorosa per la Turchia che dovrebbe accettare di mettere in discussione gli stessi padri fondatori del moderno stato turco e infatti, nel corso del tempo, il governo ha aperto una crisi con tutti gli stati che hanno riconosciuto il "genocidio armeno". Tuttavia, ha scritto Erdogan nella nota "è un dovere umano capire e condividere la volontà degli armeni di commemorare le loro sofferenze durante quel periodo" (La Repubblica.it 23 aprile).

 

Nei giorni precedenti la Giornata della memoria degli armeni, una petizione online firmata da numerosi intellettuali europei ha chiesto il riconoscimento del genocidio armeno contro il negazionismo e in nome della giustizia e della democrazia. Per gli estensori della petizione, invece, il riconoscimento "permette simultaneamente ai membri della diaspora armena e agli armeni di Turchia che resistettero all’esilio, di portare apertamente il lutto per i loro antenati, così come permette alle organizzazioni e ai turchi singolarmente di chiedere perdono ai discendenti delle vittime di alcuni dei loro antenati" (La Repubblica.it 22 aprile).

 

Intanto il premier turco ha offerto le condoglianze a nome del Paese. Può essere considerato un primo passo verso la riconciliazione della memoria. Chissà che il centesimo anniversario di Medz Yeghern, nel 2015, non segni per tutti l’occasione di fare pace con la storia.

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