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L’Inghilterra, Cameron e il cardinale Biffi

TO/POOL/Rupak De Chowdhuri
INDIA, KOLKATA : Britain's Prime Minister David Cameron speaks during an interactive session with students of the Indian Institute of Management Calcutta, on the outskirts of Kolkata on November 14, 2013. Cameron is in India for a one day visit ahead of the Commonwealth Head of Government meeting (CHOGM) which is scheduled to be held in the Sri Lankan capital Colombo from November 15-17. AFP PHOTO/POOL/Rupak De Chowdhuri
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Dove finisce l’Europa?

Ora sulla vicenda sta indagando anche l’anti-terrorismo oltre al ministero dell’Educazione, ma è chiaro che questa è solo la punta di un iceberg in un paese dove gli islamici sono in totale il 5%, percentuale che supera però il 10% nella popolazione in età scolare. E soprattutto in un paese dove è già stata accettata la giurisdizione dei tribunali islamici per alcune contese, e dove – come abbiamo visto – ci sono influenti personaggi di provenienza cristiana che combattono perché ogni segno del cristianesimo sparisca dalla vita pubblica. 

C’è anche da essere certi che quanto sta accadendo pubblicamente in Inghilterra è realtà anche in altri paesi europei, Francia e Germania tanto per cominciare. Il domani è già iniziato, ed è qui che entra in gioco la “profezia” dell’arcivescovo emerito di Bologna, il cardinale Giacomo Biffi, di cui vale la pena rimeditare alcune parole pronunciate all’interno di un famoso discorso nel 2000 dedicato all’immigrazione, parole che riprendeva da un intervento fatto dieci anni prima. Ecco dunque cosa diceva il cardinale Biffi:

«Io penso che l’Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana. Ciò che mi pare senza avvenire è la "cultura del niente", della libertà senza limiti e senza contenuti, dello scetticismo vantato come conquista intellettuale, che sembra essere l’atteggiamento largamente dominante nei popoli europei, più o meno tutti ricchi di mezzi e poveri di verità. Questa "cultura del niente" (sorretta dall’edonismo e dalla insaziabilità libertaria) non sarà in grado di reggere all’assalto ideologico dell’Islam, che non mancherà: solo la riscoperta dell’avvenimento cristiano come unica salvezza per l’uomo – e quindi solo una decisa risurrezione dell’antica anima dell’Europa – potrà offrire un esito diverso a questo inevitabile confronto».

E proseguiva: 
«Purtroppo né i "laici" né i "cattolici" pare si siano finora resi conto del dramma che si sta profilando. I "laici", osteggiando in tutti i modi la Chiesa, non si accorgono di combattere l’ispiratrice più forte e la difesa più valida della civiltà occidentale e dei suoi valori di razionalità e di libertà: potrebbero accorgersene troppo tardi. I "cattolici", lasciando sbiadire in se stessi la consapevolezza della verità posseduta e sostituendo all’ansia apostolica il puro e semplice dialogo a ogni costo, inconsciamente preparano (umanamente parlando) la propria estinzione. La speranza è che la gravità della situazione possa a un certo momento portare a un efficace risveglio sia della ragione sia dell’antica fede». 

Parole di estrema attualità, ma non pare che «la gravità della situazione» per il momento stia risvegliando alcuno. E guai neanche a dirlo: saremmo subito tacciati per coloro che non sanno vivere senza un nemico o – peggio – che vogliono far rivivere il malsano spirito delle Crociate.

Qui l’originale

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