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Giovanni Paolo II, indispensabile per il crollo dell’Unione Sovietica

AP Photo/Bob Daugherty

Catholic News Agency - pubblicato il 22/04/14

Il papa ricordò alle autorità civili della Nazione che “la pace e l’avvicinamento tra i popoli si possono costruire soltanto sul principio del rispetto dei diritti oggettivi della Nazione, quali il diritto all’esistenza, alla libertà, ad essere soggetto socio-politico ed altresì alla formazione della propria cultura e civilizzazione”.

Consacrando la sua patria alla Madonna nel suo santuario a Czestochowa il 4 giugno, le affidò i “difficili problemi delle società, dei sistemi e degli Stati, problemi che non possono essere risolti con l’odio, la guerra e l’autodistruzione, ma soltanto con la pace, con la giustizia, col rispetto dei diritti degli uomini e delle Nazioni”.

Lasciando la Polonia il 10 giugno, disse: “I nostri tempi hanno grande bisogno di una testimonianza, che esprima apertamente la volontà di avvicinare tra loro Nazioni e regimi, quale condizione indispensabile per la pace nel mondo. I nostri tempi esigono da noi di non rinchiuderci nelle rigide frontiere dei sistemi, ma di cercare tutto quello che è necessario al bene dell’uomo, il quale deve trovare dappertutto la coscienza e la certezza della sua autentica cittadinanza. Avrei voluto dire: in qualunque sistema di relazioni e di forze”.

“Grazie, quindi, per questa visita, mentre auspico che essa si riveli utile e che in avvenire serva agli scopi e ai valori che si era proposti”.

L’esempio di Giovanni Paolo II ha ispirato Lech Wałęsa, un elettricista che ha fondato il sindacato Solidarność, che il papa ha poi sostenuto e protetto.

Il Governo sostenuto dai sovietici è stato alla fine costretto a negoziare con Solidarność, e nel 1989 si sono svolte in Polonia elezioni semi-libere che hanno portato a un Governo di coalizione.

Quell’anno, una serie di rivoluzioni ha portato al crollo del comunismo in Europa e alla distruzione del Muro di Berlino. Nel 1991 l’Unione Sovietica si è dissolta.

Mikhail Gorbaciov, Capo di Stato sovietico, ha fatto visita a Giovanni Paolo II in Vaticano il 1° dicembre 1989 in quello che è stato considerato il trionfo del cristianesimo sul comunismo sovietico.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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comunismomuro di berlinosan giovanni paolo ii
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