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Papa Francesco: “La gioia della Pasqua si irradi nei pensieri, nei gesti e nelle parole”

© Giancarlo GiulianI/CPP
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Il Pontefice esorta i fedeli a "pensare alla gioia di Maria" dopo l'annuncio della Resurrezione.

“Lo stupore gioioso della Domenica di Pasqua si irradi nei pensieri, negli sguardi, negli atteggiamenti, nei gesti e nelle parole”. E’ l’esortazione rivolta stamani, durante il Regina Caeli, da Papa Francesco, nel giorno in cui il Vangelo ricorda che le donne, ricevuto l’annuncio della Risurrezione, corsero a dare la notizia ai discepoli. Queste le parole di Papa Francesco:

Cari fratelli e sorelle, 
buona Pasqua! “Cristòs anèsti! – Alethòs anèsti!”, “Cristo è risorto! – E’ veramente risorto!”. In questa settimana possiamo continuare a scambiarci l’augurio pasquale, come se fosse un unico giorno. È il grande giorno che ha fatto il Signore. 
Il sentimento dominante che traspare dai racconti evangelici della Risurrezione è la gioia piena di stupore; e nella Liturgia noi riviviamo lo stato d’animo dei discepoli per la notizia che le donne avevano portato: Gesù è risorto! 
Lasciamo che questa esperienza, impressa nel Vangelo, si imprima anche nei nostri cuori e traspaia nella nostra vita. Lasciamo che lo stupore gioioso della Domenica di Pasqua si irradi nei pensieri, negli sguardi, negli atteggiamenti, nei gesti e nelle parole… Ma questo non è un maquillage! Viene da dentro, da un cuore immerso nella fonte di questa gioia, come quello di Maria Maddalena, che pianse per la perdita del suo Signore e non credeva ai suoi occhi vedendolo risorto. Chi fa questa esperienza diventa testimone della Risurrezione, perché in un certo senso è risorto lui stesso, è risorta lei stessa. Allora è capace di portare un “raggio” della luce del Risorto nelle diverse situazioni umane: in quelle felici, rendendole più belle e preservandole dall’egoismo; in quelle dolorose, portando serenità e speranza. 

Ci farà bene, in questa Settimana, pensare alla gioia di Maria, la Madre di Gesù. Come il suo dolore è stato intimo, tanto da trafiggere la sua anima, così la sua gioia è stata intima e profonda, e ad essa i discepoli potevano attingere. Passato attraverso l’esperienza di morte e risurrezione del suo Figlio, viste, nella fede, come l’espressione suprema dell’amore di Dio, il cuore di Maria è diventato una sorgente di pace, di consolazione, di speranza, di misericordia. Tutte le prerogative della nostra Madre derivano da qui, dalla sua partecipazione alla Pasqua di Gesù. Lei è morta con Lui; lei è risorta con Lui. Dal venerdì al mattino di domenica, Lei non ha perso la speranza: l’abbiamo contemplata Madre addolorata ma, al tempo stesso, Madre piena di speranza. Per questo è la Madre di tutti i discepoli, la Madre della Chiesa. 
A Lei, silenziosa testimone della morte e della risurrezione di Gesù, chiediamo di introdurci nella gioia pasquale. Lo faremo ora con la recita del Regina Caeli, che nel tempo pasquale sostituisce la preghiera dell’Angelus. 

DOPO REGINA COELI 
Rivolgo un cordiale saluto a tutti voi, cari pellegrini venuti dall’Italia e da vari Paesi per prendere parte a questo incontro di preghiera. 
A ciascuno formulo l’augurio di trascorrere nella gioia e nella serenità questo Lunedì dell’Angelo, in cui si prolunga la gioia della Risurrezione di Cristo. 
Buona e santa Pasqua a tutti, e buon pranzo! 

Qui l’originale

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