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“Vi era con loro anche Giuda, il traditore”

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Sala Stampa della Santa Sede - pubblicato il 18/04/14

“L’attaccamento al denaro – dice la Scrittura – è la radice di tutti i mali” (1 Tm 6,10). Dietro ogni male della nostra società c’è il denaro, o almeno c’è anche il denaro. Esso è il Moloch di biblica memoria, a cui venivano immolati giovani e fanciulle (cf. Ger 32, 35), o il dio Azteco, cui bisognava offrire quotidianamente  un certo numero di cuori umani. Cosa c’è dietro il commercio della droga che distrugge tante vite umane, lo sfruttamento della prostituzione, il fenomeno delle varie mafie, la corruzione politica, la fabbricazione e il commercio delle armi, e perfino – cosa orribile a dirsi – alla vendita di organi umani tolti a dei bambini? E la crisi finanziaria che il mondo ha attraversato e che questo paese sta ancora attraversando, non è dovuta in buona parte all’”esecranda bramosia di denaro”, l’aurisacra fames,[2] da parte di alcuni pochi? Giuda cominciò con sottrarre qualche denaro dalla cassa comune. Dice niente questo  a certi amministratori del denaro pubblico?

Ma senza pensare a questi modi criminali di accumulare denaro, non è già scandaloso che alcuni percepiscano stipendi e pensioni cento volte superiori a quelli di chi lavora alle loro dipendenze e che alzino la voce appena si profila l’eventualità di dover rinunciare a qualcosa, in vista di una maggiore giustizia sociale?
Negli anni ’70 e ‘80, per spiegare, in Italia, gli improvvisi rovesciamenti politici, i giochi occulti di potere, il terrorismo e i misteri di ogni genere da cui era afflitta la convivenza civile, si andò affermando l’idea, quasi mitica, dell’esistenza di un “grande Vecchio”: un personaggio scaltrissimo e potente che da dietro le quinte avrebbe mosso le fila di tutto, per fini a lui solo noti. Questo “grande Vecchio” esiste davvero, non è un mito; si chiama Denaro!
Come tutti gli idoli, il denaro è “falso e bugiardo”: promette la sicurezza e invece la toglie; promette libertà e invece la distrugge. San Francesco d’Assisi descrive, con una severità insolita, la fine di una persona vissuta solo per aumentare il suo “capitale”. Si avvicina la morte; si fa venire il sacerdote. Questi chiede al moribondo: “Vuoi il perdono di tutti i tuoi peccati?”, e lui risponde di sì. E il sacerdote: “Sei pronto a soddisfare ai torti commessi, restituendo le cose che hai frodato ad altri?”. Ed egli: “Non posso”. “Perché non puoi?”. “Perché ho già lasciato tutto nelle mani dei miei parenti e amici”. E così egli muore impenitente e appena morto i parenti e gli amici dicono tra loro: “Maledetta l’anima sua! Poteva guadagnare di più e lasciarcelo, e non l’ha fatto!”[3].

Quante volte, di questi tempi, abbiamo dovuto ripensare a quel grido rivolto da Gesú al ricco della parabola che aveva ammassato beni a non finire e si sentiva al sicuro per il resto della vita: "Stolto, questa notte stessa l’anima tua ti sarà ridomandata; e quello che hai preparato, di chi sarà?" (Lc 12,20)!”. Uomini collocati in posti di responsabilità che non sapevano più in quale banca o paradiso fiscale ammassare i  proventi della loro corruzione si sono ritrovati sul banco degli imputati, o nella  cella di una prigione, proprio quando stavano per dire a se stessi: “Ora godi, anima mia”. Per chi l’hanno fatto? Ne valeva la pena? Hanno fatto davvero il bene dei figli e della famiglia, o del partito, se è questo che cercavano? O non hanno piuttosto rovinato se stessi e gli altri? Il  dio denaro si incarica di punire lui stesso i suoi adoratori.

*    *    *

Il tradimento di Giuda continua nella storia e il tradito è sempre lui, Gesú. Giuda vendette il capo, i suoi seguaci vendono il suo corpo
, perché i poveri sono membra di Cristo. “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 40). Ma il tradimento di Giuda non continua solo ne casi clamorosi che ho evocato. Sarebbe comodo per noi pensarlo, ma non è così. È rimasta famosa l’omelia che tenne un Giovedì Santo don Primo Mazzolari su “Nostro fratello Giuda”. “Lasciate, diceva ai pochi parrocchiani che aveva davanti, che io pensi per un momento al Giuda che ho dentro di me, al Giuda che forse anche voi avete dentro”.

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giudavia crucis
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