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“Il Papa come lo conosco”

© Emanuela DE MEO / CPP / CIRIC

Rossoporpora - pubblicato il 18/04/14

Papa Bergoglio si comporta come il cardinale Bergoglio oppure ha modificato certi suoi atteggiamenti?
Chi lo conosce sa che papa Bergoglio nella sua tempra umana, nella sua interiorità spirituale nella sua impostazione pastorale, nel suo slancio missionario è lo stesso che il cardinale arcivescovo Bergoglio. Però la grazia dello stato aiuta a far rifiorire quanto già è nella persona. Jorge Mario Bergoglio da Papa è rivitalizzato, ringiovanito. E’ noto che da cardinale arcivescovo di Buenos Aires era ormai pronto a ritirarsi in una casa di riposo del clero. Ora invece è’ diventato molto più espressivo nella comunicazione dei propri affetti. Già questo si notava quando andava in pellegrinaggio in un santuario argentino o si tuffava nelle feste patronali: abbracciava i poveri, gli umili. Adesso tale caratteristica è sbocciata in un grande abbraccio al gregge universale che gli è stato affidato. E’ sempre stato molto libero e molto determinato: e continua ad esserlo anche nella Curia Romana.

Quali i suoi rapporti con la razionalità europea, per la quale ad esempio 2 + 2 fa 4?
Voi europei avete strane pretese, come quella di voler identificare la razionalità con l’Europa. Gli altri chi sono? Popoli barbari? Per molto tempo gli europei sbarcati nell’America latina l’hanno interpretata come l’altro corno del dualismo tra civiltà e barbarie. La civiltà era l’Europa e si rifletteva nelle nostre grandi città latino-americane modernizzate; la barbarie si ritrovava nelle nostre periferie, nelle campagne… Ma, per favore: cercate di capire che l’America latina è Occidente, fa parte dell’Occidente come l’Europa e l’America del Nord… certo è un Occidente meticcio, in via di sviluppo verso la modernità…

 .. e il Papa?
E’ un gesuita dalla solida, profonda formazione intellettuale, quella che la Compagnia di Gesù sviluppava in 14 lunghissimi anni di studio. E’ stato professore di teologia, di lettere, di psicologia… è un uomo di solido impianto culturale che predilige la grammatica della semplicità per arrivare al cuore del suo popolo, in modo particolare dei poveri, dei piccoli.   

In tal senso che cosa Jorge Mario Bergoglio ha mutuato di fondamentale da un filosofo uruguayano che è morto nel 2009, Alberto Methol Ferré? Di cui sia il Papa che Lei siete stati amici…
Methol Ferré è stato mio maestro. So però con quanto interesse prima il padre, poi il vescovo, arcivescovo, cardinale Bergoglio seguiva gli scritti di questo – così l’ha definito – “geniale pensatore rioplatense”, che per me è stato il maggiore pensatore laico cattolico in America latina della seconda metà del XX secolo e degli albori del XXI”. So che il Papa ha nutrito sempre una grandissima ammirazione per Methol Ferré, tanto è vero che, incontrando recentemente il presidente uruguayano Mujica che gli aveva parlato del filosofo, ha osservato: “Ci ha aiutati a pensare”. Methol Ferré ha aiutato la mia generazione e pure quella precedente – in cui includerei anche Jorge Mario Bergoglio – a introdurci più profondamente dentro una coscienza storica dell’America latina, dentro la cultura dei popoli latino-americani, dentro questa originalità storico-culturale simboleggiata nel volto luminoso e meticcio di Nostra Signora di Guadalupe. Ci ha aiutati a capire più a fondo e a valorizzare la religiosità popolare come forma di inculturazione del Vangelo nella vita dei nostri popoli, ci ha aperto una comprensione della realtà odierna dell’America latina. Methol Ferré mi fa ricordare sempre ciò che diceva papa Ratzinger ad Aparecida: “Dio è il principio più reale di tutta la realtà”. Methol applicava tale asserzione come principio interpretativo quando parlava della storia e dell’odierna realtà latino-americana.

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papa francesco
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