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Pasqua e il suo ciclo

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Dimensione Speranza - pubblicato il 17/04/14

La celebrazione della veglia pasquale

Il Sabato santo, come giorno del riposo del sepolcro e del digiuno di lutto, fin dai tempi antichi non ebbe alcuna liturgia propria. Col cadere dell’oscurità si iniziava la «madre delle veglie» (s. Agostino), la santa veglia notturna a celebrazione della morte e risurrezione del Signore. «Nella grande antitesi tra notte e luce del mattino, digiuno e banchetto eucaristico, lutto e gioia festiva si viveva in modo irresistibile il contrasto tra morte e vita, caduta e risurrezione, Satana e Kyrios, antico e nuovo eone» (1). Molti oggi non possono capire come, a partire dal sec. XIV, si poté giungere a quel processo involutivo, per cui questa liturgia della veglia pasquale poté essere spostata alla prima mattina del Sabato santo.

La rinnovata liturgia della veglia pasquale si compone di lucernario, liturgia della Parola, liturgia battesimale e liturgia eucaristica.

Il Lucernario si inizia con la benedizione del fuoco, la preparazione e accensione del cero quale “luce di Cristo”, e la processione con cui è introdotto nella chiesa buia, che è quindi illuminata dai ceri dei fedeli accesi al cero pasquale. Segue il solenne annunzio pasquale, detto anche dalla parola iniziale latina Exultet. Poiché esso è un momento forte del messaggio pasquale si pone la domanda se non dovrebbe essere collocato dopo il vangelo.

La liturgia della Parola ha nove letture bibliche, di cui le due ultime dal NT (Rm 6,3-11 e un vangelo della risurrezione da uno dei sinottici, secondo l’anno del ciclo). Per motivi pastorali il numero delle letture veterotestamentarie può essere ridotto al massimo a due. A ciascuna segue un salmo responsoriale e una orazione. Dopo l’ultima lettura dell’AT il sacerdote intona il Gloria (suono delle campane). Per la prima volta viene quindi cantato di nuovo L’Alleluia.

Liturgia battesimale; poiché la veglia pasquale fin dai tempi antichi era una data preferita per il battesimo, è desiderabile anche oggi che si celebri il battesimo, possibilmente a conclusione del catecumenato. Dopo la presentazione dei battezzandi e le litanie dei santi in forma abbreviata, si ha la benedizione dell’acqua con una preghiera epicletica (e l’immersione del cero, facoltativa). Dopo la rinunzia a Satana e la professione di fede è amministrato il battesimo; gli adulti e i fanciulli nell’età del catechismo vengono
anche confermati dal vescovo, se è presente, o dal sacerdote celebrante. Se non ci sono battezzandi né si deve benedire il fonte battesimale si fa la benedizione dell’acqua lustrale (acqua benedetta). Dalla restaurazione della veglia pasquale nel 1951 è prevista a questo punto la rinnovazione delle promesse battesimali, cui segue l’aspersione dell’assemblea con l’acqua benedetta. Si ha quindi la preghiera universale.

Essa fa da ponte alla liturgia eucaristica nella quale l’azione salvifica pasquale è espressa particolarmente, prescindendo dalle orazioni presidenziali, nel prefazio, nelle inserzioni delle Preghiere eucaristiche I-IV (ricordo e/o intercessioni particolari per i neobattezzati), nella benedizione solenne tripartita e nel doppio Alleluia del congedo .
Le successive ore diurne della domenica di pasqua non avevano originariamente alcuna celebrazione eucaristica. Questa sorse solo quando verso la fine del sec. VI la vera messa della risurrezione finiva già prima della mezzanotte. Del resto la pietà popolare in certi paesi si era creata negli ultimi secoli un surrogato della veglia pasquale perduta, nella tradizionale “Celebrazione della risurrezione” nel primo mattino della domenica di pasqua, prima che iniziasse la prima messa. Dubbio sembra anche il tentativo, considerando i frequentatori della messa solenne del giorno di pasqua, che non hanno partecipato alla celebrazione notturna, di riprendere in tale messa alcuni elementi della veglia. Non tutto ciò che piace a prima vista è la conclusione più sapiente (liturgicamente). I vespri di pasqua formano la significativa conclusione del Triduo pasquale.

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pasqua cristianapasqua ebraicapentecostequaresimatriduo pasquale
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