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Iran: madre perdona condannato e lo salva dalla pena di morte

© ARASH KHAMOOSHI / ISNA / AFP

<span>IRAN, Now Shahr : The mother (R) of Abdolah Hosseinzadeh, who was murdered in 2007, slaps Balal who killed her son during the execution ceremony in the northern city of Nowshahr on April 15, 2014 just before she removed the noose around his neck with the help of her husband, sparing the life of her son&#039;s convicted murderer.</span>

Aleteia - Agi - pubblicato il 17/04/14

L'uomo era in attesa di essere impiccato quando la madre della sua vittima ha fermato l'esecuzione

L’uomo era in attesa di essere impiccato, con la corda già intorno al collo, quando la madre del giovane iraniano che aveva ucciso in una lite di strada ha fermato l’esecuzione. Così ha avuto salva la vita Balal, condannato a morte per aver accoltellato un giovane quando era 19enne a Nowshahr, nel nord dell’Iran.

Lo schiaffo di misericordia della madre
La madre della vittima, Samereh Alinejad, accompagnata dal marito, un ex allenatore di calcio, è salita sul patibolo e si è avvicinata all’omicida, in piedi sulla sedia con una benda nera sugli occhi. Di fronte all’uomo che piangendo chiedeva pietà, la donna si è fermata, lo ha guardato in faccia e gli ha assestato uno schiaffo, sfilandogli poi il cappio.

Un gesto emotivo, ha spiegato lei stessa, che "mi ha aiutato a calmarmi", "ora che l’ho perdonato mi sento sollevata".

"Sono una credente, ho avuto un sogno in cui mio figlio mi ha detto che era in pace e in un bel posto…dopo questo, tutti i miei familiari, anche mia madre, hanno fatto pressioni su di me per perdonare l’omicida", ha aggiunto la donna, che 4 anni fa ha perso anche un altro figlio in un incidente stradale. "Sapete cosa vuol dire vivere in una casa vuota?", aveva chiesto poco prima ad alta voce alla folla assiepata per assistere all’esecuzione.

Tra vendetta e perdono
Per Balal, quello schiaffo è stato lo spazio tra la vendetta e il perdono. "Avrei voluto che qualcuno me lo avesse dato quando volevo portare un coltello con me", ha dichiarato in un’intervista televisiva. La sua condanna a morte aveva suscitato una forte campagna d’opinione nel Paese: in tanti avevano chiesto alla famiglia di perdonarlo. Tra questi, anche il popolare commentatore di calcio, Adel Ferdosipour, e l’ex calciatore internazionale, Ali Daei. Secondo i dati delle Nazioni Unite, dall’inizio dell’anno oltre 170 persone sono state condotte al patibolo in Iran


***

Papa Francesco e il perdono
«Dio mai si stanca di perdonarci, il problema è che noi ci stanchiamo di chiedere di perdono – sono le parole di Papa Francesco nella Domenica del primo Angelus – non ci dobbiamo stancare mai, Lui è il padre amoroso che sempre perdona, che ha misericordia per tutti noi».

Riconoscersi peccatori

Anche nell’omelia a Santa Marta dell’11 novembre il Santo Padre ha posto l’accento sull’invito a perdonare. Questo è ciò che Gesù fa coi peccatori «Lui non si stanca di perdonare, soltanto alla condizione di non voler fare questa doppia vita, di andare da Lui pentiti: “Perdonami, Signore, sono peccatore!”. “Ma, vai avanti, vai avanti: io lo so”. E così è il Signore. Chiediamo oggi la grazia allo Spirito Santo che fugge da ogni inganno, chiediamo la grazia di riconoscerci peccatori: siamo peccatori»

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