Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Ucraina: le proteste del Maidan hanno fatto nascere una “nuova società”

Ivan Bandrua
Condividi

“La fede ci permette di guardare a ciò che è accaduto attraverso il prisma della Provvidenza divina”

“Cerchiamo di rispondere all’emergenza donando cibo e medicinali, con particolare attenzione alle famiglie”, ha dichiarato il vescovo. “Aiutiamo anche i fedeli greco-cattolici, che partecipano alle nostre celebrazioni liturgiche perché tutti i loro sacerdoti hanno lasciato la Crimea”.

Dei cinque sacerdoti greco-cattolici ucraini che servivano l’esarcato della Crimea, tre sono stati rapiti da forze filorusse a metà marzo. Sono stati tutti rilasciati, e sembra che ora siano al sicuro.

I sacerdoti di rito latino, della diocesi di Odessa-Simferopoli, resteranno per ora in Crimea anche se “non è chiaro per quanto”, ha reso noto ACS, aggiungendo che il Governo russo che amministra la Crimea richiederà dei visti per gli ucraini non originari del territorio.

Molti dei religiosi che servono nella diocesi di Odessa-Simferopoli sono di nazionalità polacca e hanno permessi di lavoro a lungo termine emessi dal Governo di Kiev, più che dei visti.

Il vescovo Pyl ha anche lamentato la fine dei negoziati per la restituzione delle proprietà cattoliche confiscate durante l’era sovietica.

“Sembrava che la chiesa di Sebastopoli, trasformata in un teatro sotto il comunismo, stesse per tornare alla Chiesa, ma ora gli sforzi del passato non hanno più valore… Abbiamo ricominciato da zero molte volte, e siamo pronti a farlo di nuovo”.

La crisi della Crimea ha unito maggiormente i cristiani delle varie Chiese. Il presule ha esortato i cattolici latini “a non permettere che la fratellanza tra i popoli della penisola si spezzi”.

Secondo ACS, “molti sacerdoti ortodossi del Patriarcato di Kiev hanno lasciato la Crimea per paura che Mosca voglia ‘annettere’ la loro Chiesa o addirittura proibire la loro presenza nella penisola”.

La Chiesa ortodossa in Ucraina è divisa tra due corpi: la Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Kiev e la Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca, che è sotto la giurisdizione della Chiesa ortodossa russa.

“Privati di alcuni dei loro sacerdoti, i cristiani della Chiesa ucraina hanno preferito volgersi alla Chiesa cattolica piuttosto che a quella russa”, ha riferito ACS.

“I fedeli”, ha osservato il vescovo Pyl, “hanno espresso il desiderio di pregare con noi, e io l’ho permesso immediatamente. Siamo tutti figli di Dio”.

La Chiesa, ha concluso, riuscirà a sopravvivere in Crimea solo con la preghiera e le virtù teologali.

“La fede ci permette di guardare a ciò che è accaduto attraverso il prisma della Provvidenza divina; con la speranza volgiamo il nostro sguardo al futuro, perché sappiamo che Dio ci è vicino nei momenti di difficoltà; la carità, che ci fa volgere verso Dio e i nostri fratelli, ci aiuta a non coltivare l’odio nel nostro cuore”.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

 

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni