Aleteia logoAleteia logoAleteia
mercoledì 08 Febbraio |
Beata Giuseppina Bakhita
Aleteia logo
News
separateurCreated with Sketch.

Pakistan: il dramma delle spose bambine

q38fqck_jg-xyihsk-m3qkiv0z9zfuomt3cdgpnkt-ejn9awkszsdlsgvypym38stqjy8knnd06nhnmpms1yiqvivcrb.jpg

Aleteia - pubblicato il 11/04/14

L'Islam opprime le minoranze nella regione del Punjab e costringe giovani ragazze alla conversione e ai matrimoni

Ogni anno in Pakistan un migliaio di donne vengono rapite dalle loro famiglie e convertite a forza all’Islam per poi sposare un musulmano. Di queste 700 donne sono cristiane e 300 indù. Queste cifre sono necessariamente sottostimate poiché le ragazze – di età tra i 15 e i 25 anni – sono costrette dalla violenza e dagli abusi a mentire e le famiglie raramente sanno che fine fanno le proprie figlie. Tutto questo accade principalmente nella regione del Punjab, dove i movimenti radicali islamici sono più forti. I dati sono stati diffusi in un nuovo rapporto dal Movimento per la solidarietà e la pace del Pakistan e ripresi dal Pakistan Today. Lo riporta il settimanale online Tempi.

La storia di Nadia Naira, cristiana di Sheikhupura (Punjab) rapita all’età di 15 anni l’11 febbraio 2001, e poi fatta sposare nel giro di due giorni con rito islamico a Sheikh Maqsood, influente musulmano della zona è esemplificativa di molte altre simili. Portata successivamente in un posto segreto è stata picchiata, abusata e convertita con una pistola puntata alla tempia. Costretta a testimoniare a favore del “marito” per timore di ritorsioni contro la sua famiglia, Nadia è riuscita a scappare da Maqsood dieci anni dopo, ha raccontato la sua storia: «Maqsood mi ha avvisato che se avessi testimoniato contro di lui avrebbe ucciso la mia famiglia. Per me era difficile capire le cose, avevo solo 15 anni all’epoca e mi preoccupavo per i miei genitori. (…) Al processo ho visto i miei genitori ma mi hanno proibito di parlare con loro. Maqsood mi ha minacciato di nuovo in tribunale e ho testimoniato a suo favore. Ho quindi detto al giudice che non ero mai stata rapita e che mi ero convertita perché volevo così. (…) Ho detto che volevo vivere con mio marito e non volevo avere più niente a che fare con la mia famiglia cristiana. È stato doloroso dire quelle cose mentre i miei genitori erano presenti ma la loro salvezza era nelle mie mani e io non sapevo cosa fare».

In quei dieci anni ha dato alla luce 5 figli, subendo continue pressioni perché convertisse anche la sua famiglia di origine. Scappata e ritornata nella sua casa, ha continuato a subire pressioni e minacce. In seguito – tuttavia – è stata costretta a chiudere il caso affermando che aveva raggiunto un compromesso con Maqsood e riunendosi al 

Tags:
bambinilibertà religiosapakistan
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

IT_3.gif
Daily prayer
And today we celebrate...





Affida le tue intenzioni di preghiera alla nostra rete di monasteri


Top 10
See More
Newsletter
Get Aleteia delivered to your inbox. Subscribe here.