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L’insegnamento del Messia

Midiman / Flickr / CC

Dimensione Speranza - pubblicato il 11/04/14


Come dobbiamo concepire la sua struttura psichica dal punto di vista puramente umano.

Gli Evangelisti furono colpiti dalla nota dominante del suo carattere umano: la straordinaria chiarezza del suo pensiero nel fissare uno scopo, l’irremovibile fermezza della sua volontà nel raggiungerlo. In sintesi la virile fermezza nell’eseguire la volontà del Padre, che Egli aveva conosciuta ed accettata come suo incomprensibile dovere: fino al sacrificio totale.

Nel suo parlare troviamo "Io sono venuto…", "non sono venuto…", sono formule chiare di un "si" e di un "no". Altri esempi in Mt. 10,34;9,13;5,17;20,28; Mc.10,45; Lc 19,10;12,49.

In Lc 2,49 Gesù dimostra di sapere ciò che vuole, lo sa fin dall’inizio. Le tentazioni del demonio nel deserto o anche quelle dei suoi discepoli( Mc 8,31 ss; Mt.16,22; Gv. 6,57,-6,67) sono una vittoriosa affermazione contro la possibilità di glorificare, in modo diverso ai voleri di Dio, il suo potere messianico, di usarlo a scopi egoistici e non all’edificazione del Regno di Dio. Gesù, anche se abbandonato, continua la sua via; deciso, se occorre, a percorrerla da solo, abbandonato da tutti (Giov 6,68). E’ un uomo dalla volontà chiara, dall’azione sicura e decisa.

Gesù ha un carattere eroico e tale assoluta dedizione la esige anche dai suoi discepoli ( Mt. 2,22 "lascia che i morti …" non si tratta di morti, ma di viventi 1), dal giovane ricco (Mc. 10,21) .

Tutti sentono un timore reverenziale per il Maestro e per trovare nella loro storia qualcosa di analogo si rifanno ai grandi Profeti. Egli amava la solitudine, ma soprattutto come momento di silenzio in cui concentrava la sua forza con la quale annunciava la verità.

In contrapposizione ai momenti di silenzio non troviamo un uomo che trattiene nella calma e nel silenzio i suoi sentimenti, ma assistiamo a un vero e proprio movimento di passione ( Mt. 16,23;7,23;13,41s). Con un giudizio pieno d’ira terminano le parabole delle vergini, dei talenti, delle pecore e dei capri; la collera è presente in quelle del re verso il servo (Mt. 18,34), verso gli invitati alle nozze Mt. 22,13, del buono e del cattivo economo (Lc 12,46) o verso i mercanti nel tempio. Il mondo dei sentimenti ove nacquero tali parabole od episodi è colmo di forti vibrazioni emotive e non c’è traccia di mollezza sentimentale; presi isolatamente questi episodi possono anche sconcertare, ma non sono altro che il frutto della sua intima contrarietà, del suo senso della verità e di lealtà ferita che Lo costringono ad erompere con parole forti e severe. Gesù non cercava sotterfugi, non era un debole quando si trattava di testimoniare la verità, anche se il suo sdegno porta sempre l’impronta della più alta libertà morale.

Di Gesù non abbiamo una descrizione d’un sognatore, d’un fanatico o di un estatico che pure erano amate dalla mentalità dell’epoca ( Maometto, S. Paolo ), solo in una circostanza abbiamo una trasfigurazione (Mc. 9,2). Ma era una rivelazione non in senso soggettivo per Gesù ma oggettivo per fare superare ai discepoli l’imminente Passione, ma di quanto avvenne nell’intimo di Gesù non si fa parola.

Di certo Gesù ebbe dei momenti di estasi o partecipò a dei fenomeni sovrannaturali e di essi sappiamo solamente che Gesù non si lasciò mai impressionare rimanendo sempre padrone di sé, consapevole della sua missione; ciò esclude di trovarsi difronte ad uno spirito squilibrato od infermo.

Come si comporta Gesù nelle discussioni con i suoi avversari? Egli sa adeguarsi ad ogni circostanza: confonde i Sadducei deducendo conseguenze dal concetto imperfetto di Dio che essi avevano (Mc. 12,27), con i Farisei la sua penetrazione logica distrugge la trama di una argomentazione conforme ai canoni delle scuole rabbiniche" Mt. 22,44); difronte a complesse questioni, suscitate d’improvviso, egli riconduce il problema entro linee chiare e semplici che zittiscono gli interroganti (Mc.3,4 ; Lc. 14,5). Gesù vuole che la genuinità e la semplicità dei bambini si sostituisca al peso imposto alle coscienze dalle tradizioni degli antichi che hanno soffocato la genuina sensibilità morale e religiosa. (Mc. 9,35s;10,13ss)

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gesù cristoreligione
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