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Arriva Erasmus plus: l’Europa è più vicina

Welcome erasmus 2013 – it

Uniinnsbruck / Flickr / CC

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 11/04/14

L'Ue raddoppia le risorse per la mobilità degli studenti e introduce il prestito d'onore

Si chiama "plus" perchè è l’unico programma europeo per cui sono state raddoppiate le risorse: Erasmus + è la nuova versione del programma dell’Unione europea per la mobilità di studenti e docenti universitari.

Per saperne di più si può consultare il sito della Commissione europea (ec.europa.eu) che spiega come Erasmus + intende "migliorare le competenze e le prospettive professionali e modernizzare l’istruzione, la formazione e l’animazione socioeducativa". I governi dell’Unione ci credono tanto da aver stanziato un bilancio di 14,7 miliardi di euro per sette anni, il 40% in più rispetto alla spesa attuale. Erasmus+ offrirà a oltre 4 milioni di europei, si calcola, l’opportunità di studiare, formarsi, acquisire esperienza professionale e fare volontariato all’estero.

D’altra parte, in tutta Europa, in sette anni, la generazione Erasmus è lievitata e si è passati dai 182.697 studenti del 2007 a quasi 300 mila nel 2013, in Italia da 18.363 a 24.862. Dei 4 milioni di europei che dovrebbero essere coinvolti in Erasmus+ nei prossimi sette anni 300 mila saranno italiani. Nel nostro Paese il programma è gestito da Indire per il Miur, Agenzia nazionale per i giovani della presidenza del Consiglio dei ministri e Isfol del ministero del Lavoro.

Diverse le novità previste. Crescerà l’entità delle borse di studio che non avranno più importi standard ma saranno calibrate sul costo della vita dei paesi ospitanti. Verrà meno, quindi, il bonus di circa 230 euro mensili più 90 euro per ogni mese di permanenza che però venivano consegnati alla fine del progetto. Viene introdotta, inoltre, una misura di autofinanziamento degli studi tipica del sistema formativo statunitense e cioè il prestito d’onore, con il quale gli studenti universitari potranno finanziare viaggi studio. Da quest’anno, si potrà chiedere di fare un’esperienza Erasmus in ognuno dei cicli di alta formazione: quindi al triennio, al biennio di specializzazione, durante il master e fino a 12 mesi dopo la laurea. Si amplia poi la platea dei paesi "Erasmus mundus", cioè quelli extraeuropei che hanno stretto accordi bilaterali per l’avvio di partenariati culturali con l’Unione (repubblica.it 10 aprile).

Erasmus+ raggruppa sette programmi dell’Ue già esistenti nei settori dell’istruzione, della formazione e della gioventù. Per la prima volta, includerà anche lo sport.

Il programma, spiega ancora il sito della Commissione europea, sosterrà i partenariati transnazionali fra organizzazioni che operano nei settori dell’istruzione, della formazione e della gioventù per favorire la collaborazione e riavvicinare il mondo dell’istruzione e del lavoro, con l’obiettivo di far fronte all’attuale fabbisogno di competenze in Europa.

"L’Erasmus – ha detto il ministro dell’istruzione Stefania Giannini presentando la nuova versione del programma a Palazzo Vecchio a Firenze – è stato la terza rivoluzione europea dopo quella industriale e la rivoluzione francese, un motore per la circolazione del pensiero. Per ora questo programma però rimane una scelta opzionale. Noi possiamo trasformare il sogno in realtà, magari proprio durante il semestre europeo di presidenza italiana, rendendo l’Erasmus un segmento curriculare dei piani di studio universitari" (repubblica.it 10 aprile).

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