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Quattro cose dei cattolici che scandalizzano davvero chi non crede

Yavany Alas

Brantly Millegan - Aleteia - pubblicato il 10/04/14

Abbiamo bisogno di un'altra riforma cattolica

"Molti cattolici non conoscono la Bibbia”, “molti cattolici usano anticoncezionali”, “la religione di molti cattolici è morta”…

Non c’è niente di nuovo in queste e in altre critiche simili, soprattutto se hai trascorso un po’ di tempo difendendo la fede cattolica in Internet o da un’altra parte.

Ad ogni modo, mi rattristano ugualmente, almeno per una ragione importante: sono assolutamente, innegabilmente e scandalosamente vere.

Sì, noi cattolici siamo peccatori come qualsiasi altra persona, e il nominalismo contagia qualunque religione.

Ma possiamo fare meglio. Abbiamo la pienezza del Vangelo di Gesù Cristo e l’accesso completo alla sua grazia infinita. Dovremmo adeguarci a uno standard più elevato.

È importante osservare che nessuno dei problemi che elenco qui sono inerenti al cattolicesimo in sé, perché derivano da cattolici che non vivono la propria fede. Ancor di più, nessuno di questi problemi è applicabile a tutti i cattolici, almeno non in modo significativo. Tutte queste cose, tuttavia, sono applicabili a un numero di cattolici sufficiente a provocare scandalo nei non cattolici, dando loro facili ragioni per non prendere sul serio il cattolicesimo.

Non pretendo di non essere parte del problema. Lo sono. Ma mi piacerebbe anche essere parte della soluzione. Per questo, ecco quattro cose che purtroppo noi cattolici facciamo e che scandalizzano a ragione i non cattolici, e che dobbiamo migliorare per offrire il Vangelo al mondo in modo più idoneo.

1. Non parlare abbastanza di Gesù
Viene rappresentato sulla croce al centro della maggior parte delle chiese cattoliche, è il suo Vangelo che siamo incaricati di portare fino ai confini della terra ed è misteriosamente presente sull’altare ad ogni Messa. Gesù è assolutamente al centro della fede cattolica, inizio e fine di tutto.

Almeno si suppone che lo sia.

Questo problema è enorme e può essere esagerato. Anche tra i fedeli cattolici, a volte sembra che possiamo passare molto tempo parlando della Chiesa, del clero, del papa, della Messa, degli insegnamenti morali, dei sacramenti, di Maria e dei santi – tutte cose importanti –, ma menzionare difficilmente Gesù.

Lo ammetto: i cristiani evangelici a volte segnano un punto a loro favore quando dicono che tutte queste cose possono essere una distrazione. E hanno ragione a scandalizzarsi di questo.

Ovviamente la soluzione non è l’altro estremo, stabilendo una sorta di minimalismo, ma avere un ordine appropriato delle cose. I cattolici devono seguire l’insegnamento della loro Chiesa e mettere Gesù al di sopra di tutto, perché Egli è Dio incarnato e l’unico che può salvarci. Tutto il resto esiste solo per aiutare ad avvicinarci a Lui e deve essere considerato come tale.

2. Non conoscere le Scritture
“L’ignoranza delle Scritture è l’ignoranza di Cristo”.

Non è la citazione di un predicatore fondamentalista della Bibbia, ma del santo e dottore della Chiesa del IV secolo Girolamo. È citato anche nella Dei Verbum, la Costituzione dogmatica sulla Divina Rivelazione promulgata dal Concilio Vaticano II nel 1965.

Sembra che molti cattolici siano ignoranti su Cristo.

La Chiesa cattolica è d’accordo con i nostri fratelli e le nostre sorelle protestanti sul fatto che la Bibbia è la Parola di Dio ispirata e inappellabile in tutto ciò che afferma.

È la via principale mediante la quale impariamo cose su Cristo e sul cammino di salvezza.

Noi cattolici abbiamo la Bibbia e siamo incoraggiati a conoscerla, ma la maggior parte di noi non la conosce.

3. Dissentire dall’insegnamento della Chiesa
Può sembrare contraddittorio, ma si riferisce in particolare a quegli insegnamenti con cui altri cristiani o non cristiani non sono d’accordo.

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Tags:
cattolicesimogesù cristovangelo
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