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Le 10 cose che bisogna sapere sulla fecondazione in vitro prima di ricorrervi

Stefan Pasch

Aleteia - pubblicato il 10/04/14



La fecondazione in vitro comporta uno “spreco” embrionale, basti pensare al numero di embrioni che non sopravvivono ai processi di screening o di impianto o al problema del gran numero di esuberi degli embrioni congelati. Dato il tasso di mortalità – che si può definire “embrionale” o in un altro modo – inerente alla FIV, dovremmo fermarci e riflettere se si dovrebbero coscientemente distruggere così tante vite per crearne una sola.

7. La FIV, a volte, comporta l’aborto. La fecondazione in vitro comporta la distruzione volontaria della vita umana. A volte, quando più embrioni vengono creati e trasferiti nella donna, ne vengono impiantati con successo più di quanti siano desiderati o in una quantità maggiore a quanto sia sano per la donna. La tecnica utilizzata per ridurre i problemi associati agli embrioni multipli è la “riduzione selettiva”. E’ così – l’eufemismo consiste nel fatto che il vostro medico seleziona uno o più feti sani e in via di sviluppo che verranno poi distrutti, lasciando sviluppare (si spera) gli altri feti fino alla fine.

8. La FIV è rischiosa per la madre. Il processo di fecondazione in vitro richiede che la madre (o la donna che dona gli ovuli) subisca un processo di stimolazione ormonale per produrre più ovuli per la fecondazione. Ci sono dei rischi associati come la sindrome da iperstimolazione ovarica e delle complicazioni dovute alla procedura di prelievo degli ovuli. Inoltre, a causa della maggiore probabilità di nascite multiple, utilizzare la FIV significa una maggiore probabilità che ci siano complicazioni durante la gravidanza.

9. La FIV non è una cura per l’infertilità. Una donna sana dovrebbe essere in grado di concepire e partorire un figlio. Se non può, probabilmente ha qualche problema dal punto di vista medico o fisico. Può avere un qualsiasi numero di problemi che possono essere diagnosticati e trattati ma la FIV non sarà d’aiuto in quanto è esclusivamente impegnata a procreare bambini. Non sarà ripristinata la fertilità, ciò non porterà a future gravidanze sane, non preverrà gli aborti e non aiuterà una donna ad avere benefici per la salute a lungo termine (se rimane o meno incinta).

10. La FIV oggettiva donne e bambini. Oggettiva le donne perché le considera come un mezzo per fare un bambino piuttosto che come una persona nella sua interezza. L’atteggiamento che c’è dietro la fecondazione in vitro è quello di dare alla donna un prodotto – il "bambino" – piuttosto che approcciarsi a lei con integrità e in maniera olistica, come persona avente diritto ad una buona salute. L’industria multi-miliardaria della FIV combina gli aspetti peggiori della competenza tecnologica unita con la mentalità consumistica e fa leva sul naturale (e giusto) desiderio di avere figli.
Oggettiva anche le donne che vengono sfruttate affinché donino i loro ovuli “sani” o quelle che vengono persuase a diventare madri surrogato. Anche il bambino “prodotto” attraverso la fecondazione in vitro è oggettivato, trattato fin dal concepimento come un bene intercambiabile, usa e getta, piuttosto che come un essere umano unico ed amato.

Se avete delle preoccupazioni sulla fecondazione in vitro, come le avevamo io e mio marito, quali sono le vostre opzioni? Le coppie che affrontano l’infertilità hanno alternative migliori. NaProTechnology, per esempio, ha un approccio olistico all’infertilità e si concentra sulla diagnosi e sul trattamento dei problemi di salute che possono causare l’infertilità in una donna (o in un uomo).
Bonus: ha anche un tasso di successo superiore rispetto alla FIV. E, naturalmente, ci sono altri modi per costruire una famiglia, come l’adozione, che non comportano l’incauta o intenzionale indifferenza per la vita umana.

Ma cosa succede se avete provato tutti i trattamenti medici e non credete che l’adozione faccia per voi? Che cosa succede se la FIV è la vostra ultima speranza di concepire e partorire un figlio? Alla fine, potrebbe essere difficile accettare che questo potrebbe non accadere mai. Ma, quando si cerca di concepire attraverso la fecondazione in vitro, bisogna chiedersi a quale costo si fa questo tentativo.

Elizabeth Kirk, J.D., è Resident Fellow presso lo “Stein Center for Social Research”, Ave Maria University, ed ex Direttore Associato del “Notre Dame Center for Ethics & Culture”. Vive ad Ave Maria, Florida, con il marito e i suoi tre figli.

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bioetica
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