Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 17 Ottobre |
Sant'Ignazio di Antiochia
Aleteia logo
home iconStile di vita
line break icon

Il Ruanda di Immaculée

© STEVE TERRILL/ AFP

RWANDA, Kigali : Photos of victims of the 1994 Rwandan Genocide hang in the Kigali Genocide Memorial in Kigali, Rwanda on April 7, 2012. In the quickest and bloodiest massacre since the Holocaust, the 1994 Rwandan Genocide claimed approximately 800,000 mostly Tutsi lives in the span of 100 days. AFP PHOTO/STEVE TERRILL

Vinonuovo.it - pubblicato il 09/04/14

Allo scatenarsi del delirio e dell’inferno, migliaia di tutsi si raggrupparono attorno alla loro casa, per avere consigli, protezione, aiuto. Il padre di Immaculée, fidandosi a sua volta, ingenuamente, delle istituzioni, si rivolse loro, con il solo risultato di attrarre l’attenzione su quell’assembramento di "serpenti". Si avvicinava il massacro: si sentivano già storie atroci, con stermini perpetrati persino nelle chiese, in cui la gente si rifugiava sperando nel rispetto dovuto al luogo sacro. Giungevano invece le squadre della morte, adeguatamente imbottite di droghe ed alcolici, ed uccidevano metodicamente, senza pietà.

I genitori di Immaculée intimarono a lei ed al fratello più piccolo, Vianney, di cercare rifugio presso il pastore protestante, un hutu moderato. Questi offrì alla ragazza ed alle donne che erano andate con lei il minuscolo bagno, che divenne il loro bunker per tutta la durata dell’eccidio.

Nell’intervistare Immaculée – lo ammetto – provo un senso profondo di inadeguatezza, ed un rispetto infinito. Come si fa a porre domande, a scandagliare un vissuto altrui che è così smisuratamente doloroso e – fortunatamente – alieno dalla nostra esperienza? Ma è la semplicità stessa di Immaculée, franca e serena, che mi aiuta a superare questa specie di afasia. Mi sono preparata leggendo la sua storia in un libro bellissimo, che meriterebbe di essere letto da chiunque, diffuso nelle scuole e fatto conoscere a parenti ed amici: Viva per raccontare, scritto dalla stessa Immaculée Ilibagiza, pubblicato da Tea edizioni nel 2009.

Nel libro, Immaculée racconta che ogni tanto avvenivano incursioni e perquisizioni nella casa del pastore: ore interminabili, ritmate dai canti feroci delle bande armate. Chiedo ad Immaculée se e come è possibile che, nel mezzo di un inferno fatto di dolore fisico, psicologico e spirituale, vivendo in un bagno, uno possa anche avere una forte esperienza di Dio, sentirsi amato e protetto. "Sì, ammette Immaculée, in quel bagno, in quella situazione terribile, non potevamo uscire, né potevamo ricevere alcun aiuto dall’esterno. C’era solo Dio. Passavo tutto il tempo a pregare. Pensavo: se Dio è onnipotente, Egli può aiutarmi, Egli può salvarmi. Se non fosse stato per quello, sarei semplicemente uscita e mi sarei fatta ammazzare".

La sua vita era piena di preghiera: recitava ininterrottamente il rosario, sulla corona che suo padre le aveva affidata nel loro ultimo incontro. Eppure, su una frase si bloccava sempre: "Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori". Immaculée sapeva in cuor suo di non pregare con onestà quelle parole.
Due momenti di quei novanta giorni furono particolarmente atroci. Uno fu quando, dal di fuori del suo nascondiglio, sentì dei passanti commentare la spietata esecuzione, piena di macabro sarcasmo, di un giovane che non poteva essere altri che il suo amatissimo fratello Damascène. Immaculée intuiva anche la verità: dei cinque membri della su famiglia, solo lei ed il fratello Aimable, che studiava in Senegal, sarebbero sopravvissuti all’eccidio. Un altro momento orribile fu quando, una sera, udirono le grida straziate di una mamma che veniva assassinata, e poi, per tutta la notte, il pianto sempre più debole del suo neonato, che morì sul far del mattino.

Immaculée era piena di odio e risentimento, e continuamente cercava di immagi
nare come avrebbe potuto vendicarsi, non appena fosse uscita di lì. "Era tutto orribile, tremendo, racconta, ma una notte sognai Gesù, e da allora nulla fu uguale a prima. Rischiavamo di essere scoperte da un momento all’altro, ma dal momento in cui realizzai che Dio è onnipotente, tutto prese ad andar bene. La cosa meravigliosa della nostra fede è sapere che c’è il Cielo. Se i miei cari erano morti, voleva dire che erano tutti in Cielo. E quando cominci a pensare al Cielo, gioia, dolore, sofferenza, niente significa più molto. La vita sulla terra diventa piccolissima, quando si pensa a cosa c’è in Cielo. Ed è l’eternità. Quella gioia fu immensa. Noi siamo fatti per cose molto più grandi di quelle che ci sono qui".

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
genocidioperdonoruandarwanda
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
Gelsomino Del Guercio
“Dio ti darà dei segni”. Quel messaggio di Carlo Acutis all’amica...
2
Gelsomino Del Guercio
Carlo Acutis parlava di un regalo che gli aveva fatto Gesù. Di co...
3
PRAY
Philip Kosloski
Preghiera al beato Carlo Acutis per ottenere un miracolo
4
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
5
CARLO ACUTIS
Silvia Lucchetti
“I primi miracoli mio figlio li fece il giorno del funerale”
6
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
7
ORDINATION
Francisco Vêneto
Ex testimone di Geova verrà ordinato sacerdote cattolico a 25 ann...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni