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Scattano le nuove norme antipedofilia: ma sono attuabili?

Nazareth College

Emanuele D'Onofrio - Aleteia - pubblicato il 05/04/14

Lei, dal suo punto di osservazione, nota comunque una maggiore attenzione a questo tema?

Morlacchi: L’attenzione è accresciuta da parte di tutti, ma questo ha comportato fenomeni diversi, anche negativi. A questo proposito voglio raccontare un episodio. Due anni fa ero su un Frecciarossa, poiché dovevo lavorare mi ero intenzionalmente vestito non da sacerdote, ma in borghese (è più facile infatti su un treno che con al sacerdote “si attacchi bottone”). Accade che in uno dei sedili accanto al mio si siede una mamma con due bambini, uno dei quali di 3-4 anni che comincia a scherzare con me. Io ho molto feeling con i bambini, e nel giro di un quarto d’ora questo ragazzino comincia a farmi vedere tutti i giochi che aveva; per tutto il resto del viaggio – io avevo chiuso il computer nel frattempo – il bambino si rotolava sul mio sedile come se io fossi lo zio. Quello che ho pensato, è che se avessi avuto il colletto, la madre non glielo avrebbe permesso. Questo è quello che rischiamo: mi sono reso conto che l’indisponibilità del fanciullo, soprattutto quando è molto piccolo, nei confronti del sacerdote o del religioso, è molto accresciuta negli ultimi anni. L’equazione “prete=pedofilo”, diventata popolare alcuni anni fa quando, ha creato un tracollo nell’immagine sana, onesta del clero presso la sensibilità comune. Questo secondo me è un errore, anche perché sono evidenti sia i risultati raggiunti da parte della Chiesa nel momento in cui ha capito di dover agire con una strategia molto più diretta e più energica per stroncare episodi di questo tipo, sia i dati statistici che rivelano che la maggior parte degli episodi di questo genere avviene in altri contesti: familiari, palestre, ecc. Dico questo perché in un questionario che circolava nelle parrocchie alcuni anni fa, tra le domande che si facevano ai bambini per allertare coloro che avrebbero poi valutato il questionario, una era “frequenti ambienti di Chiesa, l’oratorio, la parrocchia, ecc?”, come se questi fossero ambienti di per sé a rischio. Questo modo di pensare secondo me è scorretto. Quello che noi dobbiamo fare è di agire con la massima determinazione e trasparenza nei casi in cui ci sia un errore acclarato, e purtroppo casi di questo genere anche nei confronti di sacerdoti ce ne sono stati, e in queste situazioni al di là della carità cristiana ci deve essere il codice penale che agisce in tutta la sua durezza, prete o non prete, ministro di culti di un’altra religione, ecc.

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scuola
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