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Papa Francesco: l’inquietudine “è come un seme, che poi darà frutti”

Pope Urges Engaged Couples to Build Marriage on Rock of Love Gabriel Bouys AFP – it

© Gabriel Bouys/AFP

Roberta Sciamplicotti - Aleteia - pubblicato il 04/04/14

Cinque ragazzi belgi alla Casa Santa Marta per parlare con il pontefice delle proprie ansie e problematiche

Papa Francesco crede fermamente che sia suo “dovere” “servire i giovani”, anche rispondendo alle loro inquietudini, perché l'inquietudine “è come un seme, che poi darà frutti”.

Per questo, ha accolto volentieri nella Casa Santa Marta, dove risiede, cinque giovani di lingua fiamminga che fanno parte di un gruppo di 15 ragazzi che partecipano al progetto di comunicazione “Verse Vis” della pastorale giovanile della Fiandra (Belgio).

I ragazzi hanno posto varie domande al papa, che ha risposto loro in italiano lasciandoli soddisfatti e speranzosi.

“Lei è felice, e perché?”, gli hanno chiesto. “Assolutamente – ha risposto –. Sono felice. Ho una certa pace interiore, una pace grande, felicità, che viene anche con l'età, e anche con una strada che ha sempre avuto problemi, ma questa felicità non va via con i problemi”.

Circa l'importanza che dà all'attenzione ai poveri, papa Francesco ha spiegato che il motivo di questa scelta è che “questo è il cuore del Vangelo”.

Riferendosi poi al fatto che qualcuno, parlando di questa opzione privilegiata, ha detto “Questo papa è comunista”, ha commentato: “No. Questa è una bandiera del Vangelo, non del comunismo”; “i poveri sono al centro dell'annuncio di Gesù”.

Allo stesso modo, ha sottolineato l'importanza di restituire valore alle fasce della società che sono state messe purtroppo da parte perché “siamo entrati in una cultura dello scarto. Quello che non serve a questa globalizzazione si scarta – gli anziani, i bambini, i giovani”.

“In questo momento della storia l'uomo è stato buttato via dal centro, è scivolato verso la periferia – ha commentato –. E al centro, almeno in questo momento, c'è il potere, il denaro. In questo mondo in cui al centro c'è il potere, il denaro, i giovani sono cacciati via. Sono cacciati via i bambini – non vogliamo bambini, famiglie piccole –, sono cacciati via gli anziani – tanti anziani muoiono per un'eutanasia nascosta, perché non si ha cura di loro e muoiono – e adesso sono cacciati via i giovani”.

Nonostante tutto, il papa nutre fiducia nel futuro. “Ho parlato con tanti giovani politici, e sono contento perché loro, siano di sinistra, siano di destra, parlano con una nuova musica, un nuovo stile di politica, e questo mi dà speranza”, ha confessato.

Importante, ha aggiunto, è anche imparare dagli errori, che sono “grandi maestri di vita, insegnano tanto”. Non da tutti gli sbagli, confessa, ha tratto delle lezioni, “perché sono testardo e non è facile imparare”, “ma da tanti ho imparato e questo mi ha fatto bene”.

“Sono stato nominato superiore molto giovane, e ho fatto tanti sbagli con l'autoritarismo. Poi ho imparato che si deve dialogare, si deve sentire cosa pensano gli altri, ma non è stato imparato una volta per sempre, è lunga la strada”; “ancora sbaglio”.

Una ragazza ha poi chiesto al papa di cosa abbia paura. “Di me stesso”, ha risposto Francesco. “Nel Vangelo, Gesù ripete tanto 'Non abbiate paura'”, “perché Lui sa che la paura è una cosa “normale”. Abbiamo paura della vita, abbiamo paura delle sfide, anche davanti a Dio abbiamo paura. Tutti abbiamo paura”.

L'ultima domanda dei ragazzi è stata se il papa aveva una domanda per loro. “Non è originale”, ha risposto il pontefice. “La prendo dal Vangelo”. “Dove è il tuo tesoro? Dove riposa il tuo cuore? Su quale tesoro riposa il tuo cuore? Perché in base a dov'è il tuo tesoro sarà la tua vita”.

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